Sarà un fine settimana interessante per il Motomondiale, che torna in Indonesia dopo 25 anni. Per l'attuale MotoGP è un debutto, pur con alle spalle tre giorni di test ufficiali sul nuovo Mandalika Circuit. Ma per
Joan Mir il lavoro di quei giorni servirà davvero a poco, visti i cambiamenti effettuati in questo periodo sul tracciato indonesiano. Aggiungiamoci la novità gomme da parte di Michelin, il grande caldo e la possibilità di pioggia... Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per un GP davvero imprevedibile.
"Sarà una bella sfida"
"È una situazione estrema" ha dichiarato l'iridato MotoGP 2020 alla vigilia delle prime prove libere. "Sarà complicato per tante ragioni. La prima riguarda le gomme che nessuno conosce, poi c'è il nuovo asfalto in un settore della pista, per finire col caldo. Dovremo sopravvivere!" ha aggiunto ridendo. "Capire come essere veloci e competitivi, prestando attenzione al consumo delle gomme: sarà una bella sfida." Soprattutto ricordando le problematiche di questo tipo accusate da entrambi i piloti Suzuki in Qatar, come sottolineato dal maiorchino numero #36. "Ma penso che tutti abbiano fatto fatica con la soft. Quella mescola era 'troppo morbida', con un degrado importante" ha rimarcato.
Test che "non servono"
Per il duo spagnolo della casa di Hamamatsu però il problema è stato amplificato. "Nel nostro caso abbiamo avuto un consumo maggiore del solito e dobbiamo capire perché, per migliorare i finali di gara." Non prestando troppa attenzione alla griglia di partenza. "Per me non è una difficoltà essere fuori dalle prime due file, si può fare bene lo stesso." Ma le prove ufficiali di febbraio serviranno davvero? Con tutte queste novità... "Direi che 'non servono'. Tra virgolette, perché comunque sono stati utili, ma a livello di ritmo non credo che serva. Le gomme sono molto diverse e possono stravolgere tutto."
Foto: motogp.com