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Il campione del mondo
Joan Mir non cambia la sua mentalità dopo il titolo. A
Portimao il numero 36 della
Suzuki ha già improntato la sua testa al prossimo weekend e sul migliorare la moto, oltre a conquistare il titolo costruttori per la casa di
Hamamatsu. Le montagne russe di
Portimao sono state una sorpresa un po’ per tutti, ma il tracciato è piaciuto alla maggior parte dei piloti,
Mir compreso.
“È una pista incredibile, mi sono divertito tantissimo. La giornata è stata buona, non mi aspettavo di essere così veloce oggi”, esordisce Joan. “Il circuito ha tante curve differenti, non è facile capire dove si deve dare di più e dove bisogna invece essere un pochino più gentili. È un tracciato speciale come Austin! Abbiamo bisogno che la gomma anteriore sia a contatto con l'asfalto ma con questi sali e scendi non è facile”.
Mir comincia poi a parlare delle aree su cui lavorare: “Sarà importante sistemare bene l’elettronica e lavorare un po' sulle geometrie per avere un buon setting. C’è ancora tanto lavoro da fare su questo punto di vista, ma la cosa importante è che mi senta forte e bene sulla moto”. È ancora presto per parlare della scelta della gomma, ma lo spagnolo sembra avere le idee chiare: “Il feeling è stato buono sia con la gomma morbida che con quella media, vedremo poi con la dura se riusciremo a mantenere le stesse sensazioni”.
Se qualcuno pensava che la conquista del mondiale potesse cambiare qualcosa si sbaglia: “Quando c’è un weekend di gara devi essere completamente concentrato sulla pista. In MotoGP non sei veloce se non dai il 100%. Devi pensare a guidare e sinceramente sono contento perché sono la mia testa è improntata su come migliorare la moto e sul mio stile di guida per fare dei buoni giri”.
Joan Mir: "Se sono bello è grazie a mamma!"
Essere
campione del mondo fa poca differenza:
“In pista non cambia niente essere campioni o meno, mentre è un po’ diverso il tipo di pressione che ho in questo momento. Adesso sono più libero e rilassato, posso concentrarmi solo sulla guida. Il mio obiettivo è dare a Suzuki il titolo costruttori, potremo parlare di un grande weekend se dovessimo riuscirci”.Joan Mir analizza poi le aree su cui
Suzuki possa migliorare:
“Mi piacerebbe un motore più veloce! Il mio amico Tito (Rabat) mi dice sempre che siamo un po’ lenti sui rettilinei ed effettivamente la velocità di punta non è uno dei nostri punti di forza. Ci sarebbero anche delle piccole cose sul telaio e un’altra cosa importante sarebbe avere maggiore grip per rendere la moto migliore”. Dopo la conquista del mondiale si è parlato molto anche della famiglia di Mir, in particolare della mamma. Tutte le voci non sembrano infastidire Joan, che scherza sull’argomento: “Ho dovuto combattere con questo “problema” fin da bambino con i miei amici, ma è un bene che mia mamma sia bella! Se io sono un bel ragazzo ed è proprio grazie a mamma (risata)!”.