Con i recenti addii di Jorge Lorenzo e Valentino Rossi il paddock della MotoGP perde due dei personaggi più carismatici.
Jack Miller è il candidato numero uno a raccogliere l'eredità di personaggio "sui generis" davanti ai media, ma serviranno soprattutto i risultati per garantirgli un rinnovo di contratto con la
Ducati. Sin dalla prima gara a Losail, circuito in teoria favorevole alle Ducati, è chiamato ad un esame importante sulla sua Desmosedici GP22: entro la primavera a Borgo Panigale decideranno chi affiancherà Pecco Bagnaia nel prossimo biennio 2023-2024.
Jack Miller e l'obiettivo mondiale
Il pilota australiano regge alla perfezione questa pressione e non perde mai il suo sorriso. "Nella mia mente sono normale, ma sono diverso, questo è certo. Immagino perché in MotoGP quasi tutto lo staff, le persone sono europee e io vengo dall'Australia, dove siamo un po' diversi, ma sono decisamente unico", conferma in un intervista a 'Marca'. Sempre diretto anche nei confronti dei colleghi e avversari, non ha mai nascosto il suo punto di vista anche quando può sollevare qualche polverone. "Se hai qualcosa da dire devi dirlo in modo da chiarirsi. Sono sempre onesto e se c'è un problema... chi se ne frega? Ognuno per la sua strada".
Ducati sulla carta parte come moto favorita, la nuova Desmosedici GP22 è un'evoluzione della versione precedente e nei test invernali ha sfoggiato alcuni aggiornamenti importanti, come
l'abbassatore anteriore. Il finale di stagione MotoGP 2021 si è chiuso con tre Ducati sul podio a Valencia: "
Sicuramente gli altri marchi hanno lavorato duramente durante l'inverno, ma penso ancora che abbiamo la migliore moto in griglia", sottolinea
Jack Miller. "
Sono nelle migliori condizioni in cui sia mai stato mentalmente e fisicamente. Di sicuro è la migliore opportunità per essere campione del mondo. Nella mia mente l'obiettivo è quello di fare la migliore stagione possibile".
L'obiettivo primario sarà blindare la sua sella nel team
Ducati factory da una folta schiera di concorrenti interni: Martin, Bastinini, Zarco, Marini. "
Se non faccio bene il mio lavoro possono prendere il mio posto", ammette il pilota australiano. "
Devo fare il mio lavoro al meglio delle mie capacità, dimostrare che mi merito quel posto. Non c'è molto che posso fare: dare il massimo e se non sono abbastanza bravo, allora non lo sono. Questa è la vita".
Che favola Marco Simoncelli! “58” racconto illustrato in vendita anche su
Amazon Libri