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Giacomo Agostini non è stupito dal fatto che
Marc Marquez sia volato a Jerez due giorni dopo aver subìto un'operazione all'omero sinistro, e stia facendo di tutto per correre la seconda gara della MotoGP.
"I piloti ci provano e sono cose che ho fatto pure io, anche se ogni situazione è differente" ha scritto il 15 volte campione del Mondo su La Gazzetta dello Sport in edicola oggi.
"Il punto di partenza da capire è uno: se il dolore di Marc è sopportabile e se lui ha forza nel braccio per tenere la moto, ma se queste due cose coincidono può provare a gareggiare". "Non è follia"
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Non credo sia una decisione folle, né coraggiosa: Marquez è fatto così" continua
Giacomo Agostini.
"È un campione e un campione osa, ha una passione che lo spinge e lo porta oltre. L’adrenalina, poi, è più forte dell’azione del pensiero e della tua testa: ti fa sentire più forte, bravo e grande, capace di ogni cosa. Io non posso dire “chi glielo fa fare” perché ricordo Tazio Nuvolari salire in sella con il gesso, piloti che ai miei tempi correvano con le braccia insanguinate e io stesso non mi accontentavo: una volta dopo un infortunio alla spalla fui operato per poter correre la gara successiva, ma la ferita era così grande che il dolore non mi consentiva di stare in moto. Lì volevo gareggiare, ma mi piegai al dolore, altre volte invece strinsi i denti"."Non è un pericolo per nessuno"
"Non credo che Marquez possa essere di pericolo per qualcuno. Ogni pilota ha il proprio carattere e la propria resistenza al dolore, ma in genere un motociclista ha un fuoco dentro per correre e andare avanti. Lui userà il GP anche come un allenamento, un modo per tenersi in forma ed essere preparato al meglio per la prossima gara. In questi casi non devi pensare, ma è meglio correre subito e tornare in azione al più presto possibile. Lui ha nulla da dimostrare, la sua indole è questa. Correre al limite, cadere, ripartire, vincere e tornare sempre al limite. Io lo conosco, è un campione fortissimo, ma pure un ragazzo furbo, intelligente e simpatico, che non si è sottomesso ad alcuno - nemmeno a Valentino Rossi. Ha sempre regalato emozioni e tanto spettacolo con doti straordinarie e un temperamento fantastico".
"Se vince? Gli altri a casa...."
"Non credo che possa fare grandissime cose in gara perché alla lunga avrà un po’ di stanchezza al braccio e sentirà dolore, ma cercherà sempre il massimo: credo che starà nei dieci facilmente, ma non si accontenterà" afferma Ago. "Se dovesse addirittura riuscire a vincere la gara, cosa difficile, il campionato si potrebbe virtualmente chiudere e gli altri piloti andare a casa. I medici nel dargli l’ok per correre non hanno pensato allo show. Avranno valutato le condizioni, la forza dell’arto e il dolore del paziente e avranno evidentemente detto che non c’erano le basi per fermarlo. Io sono contento e ammirato che possa correre perché è un pilota che fa divertire, ma soprattutto perché vuol dire che e il danno al braccio non è così grave come sembrava."
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