MotoGP: E se Jorge Lorenzo si ritirasse oggi?

MotoGP
mercoledì, 18 settembre 2019 alle 12:03
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[titolo_sezione]Se Jorge Lorenzo si ritirasse oggi...[/titolo_sezione]
La poca memoria ed il fatto che al momento i piloti valgano in base a quello che fanno nell'ultima gara sono particolarmente ingiusti. Come se anche il mio valore, dopo più di un decennio scrivendo di MotoGP, dipenda da quello che trasmetto nei prossimi paragrafi. Viviamo in un modo dal consumo rapido, dove tutto va sempre più veloce... Ma a volte serve frenare e cambiare la prospettiva. In questo caso su Jorge Lorenzo, attorno al quale è nato un ambiente negativo ormai da qualche mese. E se oggi decidesse di 'appendere la tuta', come hanno fatto prima tutti gli altri grandi? Questo sarebbe il suo posto nella storia.
Stiamo vivendo il tramonto di uno dei grandi momenti storici della competizione motociclistica, sicuramente riferendoci a piloti di altissimo livello. Márquez, Rossi e Lorenzo, considerando poi che si sono già fermati Pedrosa e Stoner. Non ho vissuto l'altro grande momento, non ero ancora nato negli anni '60, ma tre piloti si sono distinti in particolare su tutti. Giacomo Agostini coi suoi 15 titoli mondiali (otto nella categoria regina), il pilota più vincente della storia. Il suo grande rivale britannico Mike Hailwood, con otto corone iridate (4 in 500cc), aveva un talento innato fuori dal normale, arrivando anche a vincere tre gare nello stesso giorno.
Loro sono due dei più grandi, mentre per quanto riguarda gli altri due dobbiamo guardare l'attualità, ovvero Valentino Rossi e Marc Márquez. Dov'è allora Jorge Lorenzo? Negli anni '60 c'era un altro signore chiamato Phil Read, il principe della velocità, un altro fuoriclasse che si è scontrato con Agostini e Hailwood. Rea è riuscito a batterli in qualche occasione, conquistando sette titoli mondiali, due di questi in 500cc. Jorge Lorenzo è il 'Phil Read' dell'epoca attuale, l'unico capace di vincere e di essere campione con tutti e due in pista. Anche se ora ci ricordiamo il 14° posto di Silverstone e Misano, quello che ha conquistato finora è un traguardo davvero per pochi nella storia.
[titolo_sezione]I suoi numeri[/titolo_sezione]
Jorge Lorenzo ha davanti solo otto piloti con più titoli nella categoria regina. Vanta tre corone iridate, le stesse di Wayne Rainey e Kenny Roberts, anche loro vincenti con Yamaha. Per quanto riguarda le vittorie, ha conquistato 68 successi nei Gran Premi, il sesto della storia, badate, dietro ad Agostini, Rossi, Nieto, Márquez e Hailwood. Di queste vittorie poi ben 47 sono arrivate in MotoGP, il quinto dietro a Rossi, Agostini, Doohan e Márquez.
La sua costanza tra i migliori ha fatto sì che conquistasse davvero tantissimi podi. In MotoGP è il secondo pilota della storia, dopo Valentino Rossi, a stappare lo champagne. Si tratta anche del secondo pilota con più pole della storia, dietro a Marc Márquez. Per quanto riguarda i giri veloci, occupa il 7° posto in MotoGP. Come possiamo vedere, questi sono i dati più importanti del palmares di un pilota, sempre in top ten ed in alcuni casi tra i cinque migliori.
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[titolo_sezione]Ben oltre i numeri[/titolo_sezione]
Nel motociclismo non c'è niente di più affidabile delle statistiche. Jorge ha dovuto aspettare un sabato, 4 maggio 2002, per debuttare a 15 anni nel Mondiale. Quale migliore regalo di compleanno? Nella sua seconda stagione, quando tutti i tifosi avevano occhi solo per Dani Pedrosa, ha vinto il suo primo Gran Premio sul circuito brasiliano Nelson Piquet. In quel momento è nato il suo soprannome "por fuera", dopo un sorpasso ritenuto impossibile su Pedrosa e Stoner all'esterno all'ultimo giro.
Negli occhi rimangono quelle battaglie in 125cc con la sua Derbi, unita a tanta determinazione ed un po' di follia, contro moto migliori. Le sue frenate in 250cc, al suo primo anno in Honda, erano spettacolo puro. Con Aprilia ha poi trovato l'arma perfetta: ha dominato nelle due stagioni successive e sono arrivati i primi titoli.
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[titolo_sezione]L'approdo in MotoGP[/titolo_sezione]
In MotoGP ha debuttato con due pole consecutive e la vittoria nella terza gara, superando Valentino Rossi alla chicane dell'Estoril. Riuscì a battere il fenomeno italiano con le sue stesse armi e nel 2010 (il 10 del 10 del '10) diventa il primo spagnolo a vincere in MotoGP. Degli iberici, solo Crivillé era stato campione nella categoria regina, nel 1999 in 500cc. È riuscito a trarre il meglio dal telaio Yamaha, con grandi traiettorie e partenze 'alla Rainey', un marchio della casa. Martillo, mantequilla: quando prendeva il ritmo non si fermava, capace di ripetersi al millesimo giro dopo giro.
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[titolo_sezione]L'unico capace di battere Márquez[/titolo_sezione]
Lorenzo è sempre riuscito ad affrontare momenti fisici molto duri, come quando si è rotto le due caviglie durante le prove libere in Cina 2008, chiudendo 4° in gara. Oppure l'impressionante incidente ad Assen 2013, quando si è rotto la clavicola giovedì, si è operato e sabato ha concluso il GP al 5° posto. Quel giorno ci ha fatto sia soffrire che emozionare.
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Finora è stato l'unico capace di essere campione in MotoGP con Marc Márquez in pista. In quel 2015 il catalano della Honda è rimasto a ruota per tutta la stagione dopo un inizio lontano dal podio, comandando però più giri e vincendo più gare di tutti. In un certo senso tutti e due si meritavano il titolo, ma poteva vincerlo solo uno.
[titolo_sezione]Le sfide in Ducati e Honda[/titolo_sezione]
Avrebbe potuto fermarsi in Yamaha, ma ha avuto il coraggio di andare in Ducati, a caccia di nuove sfide. È stato capace di vincere e, anche se non sta andando troppo bene al momento, si è trasferito anche in Honda, accanto a Marc Márquez. Questo è sicuramente l'impegno più difficile della sua carriera, al quale però è arrivato in condizioni fisiche non perfette.
Non è facile vivere nella stessa epoca di due piloti come Rossi e Márquez, ma in realtà lui è stato l'unico a mangiare alla stessa tavola dei primi due. Sta vivendo un momento di crisi, fisicamente non è a posto da ben più di un anno, la sua fiducia è minata anche da una moto che al momento non sente per niente sua.
È come se non fosse più lo stesso, ma forse, come ho detto, serve solo vedere tutto da un'altra prospettiva. Che vinca con Honda, che cambi marca o lasci la competizione, solo deve seguire il suo cuore e fare ciò che vuole. Lorenzo è già uno dei più grandi della storia, un CAMPIONE con le lettere maiuscole, e questo nessuno potrà negarlo.

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