All'indomani della spensierata presentazione a Bologna, Ducati ritorna al lavoro per proseguire l'evoluzione della Desmosedici GP20. Dopo i tanti sorrisi, le nuove livree e le belle parole è tempo di tornare alla rincorsa della Honda di Marc Marquez. C'è tanta curiosità in vista dei primi test MotoGP a Sepang e Losail, non solo per provare i nuovi aggiornamenti, ma anche per capire i segreti degli avversari, osservare i passi avanti compiuti durante l'inverno.
A cominciare dalla potenza della RC213V che nel 2019 ha colmato il gap da Ducati, in certi momenti persino superando la top speed della Desmosedici. Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci, così come i vertici di Borgo Panigale, non sembrano troppo preoccupati dalla cavalleria sul rettilineo. Inutile girarci intorno, tutti si aspettano quel decisivo step atteso da tempo in percorrenza a centro curva. Allora sotto con il nuovo telaio e l'aerodinamica, l'asso nella manica di
Gigi Dall'Igna che verrà svelato soltanto nell'ultimissima fase della preseason. Nella speranza non generi il vespaio di polemiche scatenate dal cucchiaio un anno fa.
I FEEDBACK DI ZARCO
Ma nel box Ducati si punta anche su un altro jolly:
Johann Zarco. Nessuno come il francese può vantare una simile esperienza con costruttori MotoGP diversi: dal 2018 ad oggi ha potuto prendere confidenza con Yamaha, KTM e Honda. Qualche informazione utile potrebbe arrivare proprio da qui. Salirà in sella alla versione 2019 con cui dovrà rapidamente familiarizzare per guadagnarsi un prolungamento di contratto. Il sogno è approdare nel team factory, ma per renderlo realtà significa attendersi l'uscita di Dovizioso e Petrucci insieme a fine campionato.
Gigi Dall'Igna sa bene di dover sfruttare il bagaglio di
Johann Zarco per raccogliere informazioni importanti. "
Viene da moto completamente diverse, partirà senza pregiudizi. Le sue prestazioni ci consentiranno di comprendere meglio determinati limiti. Mi aspetto un contributo significativo in termini di raccolta dei dati".
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