La nuova stagione MotoGP ancora deve iniziare, ma il mercato piloti sembra quasi concluso. Le previsioni annunciavano cambiamenti epocali in tempi alquanto repentini. Invece tutto si è svolto in tempi e record e nulla sembra cambiato, se non l'ascesa di Fabio Quartararo nel team Yamaha factory. Con la conseguente estromissione di Valentino Rossi, pur avendo garantita una M1 ufficiale nel team Petronas SRT se deciderà di proseguire. Il tutto sta avvenendo in tempi record e anche Honda si è allineata al gioco delle riconferme, assestando un "doppio" colpo inatteso e inedito.
Marc Márquez ha firmato un super contratto quadriennale. Non sembra interessargli troppo la ricerca di nuovi stimoli. La priorità è vincere, magari arrivare allo storico traguardo dei 15 titoli mondiali di Giacomo Agostini. Poco importa se la livrea non cambia, ciò che conta è il dominio in MotoGP. Senza troppa fretta arriverà anche la firma di Alex Márquez, giusto il tempo di sondare numeri e prestazioni in gara. A farne le spese sembra essere soprattutto Ducati, considerando che Alex Rins e Joan Mir a breve metteranno nero su bianco con Suzuki.
Una situazione che gioca a favore dei suoi piloti Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci, tallonati dai colleghi di marca Jack Miller e Pecco Bagnaia, oltre che dal neo arrivato Johann Zarco. I vertici Ducati hanno sondato tutti i terreni. A cominciare da Marc Márquez, da cui hanno prontamente ricevuto risposta negativa. L'illusione Viñales-Quartararo è durata ben poco, sembra aver soltanto affrettato i rinnovi con Yamaha. A questo punto non resta che virare su Andrea Dovizioso che, con il coltello dalla parte del manico, chiede maggiori garanzie tecniche. E con il rischio di vedersi sfuggire anche un "pezzo grosso" come Jack Miller, che pretende un team factory dal prossimo anno. Anche a costo di dover cambiare costruttore. Una bella gatta da pelare nel box Ducati, che non mancherà di suscitare tensioni in questa stagione MotoGP.
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