MotoGP, Di Giannantonio: "Long lap penalty? Servirebbe un po' di umanità"

MotoGP
lunedì, 13 maggio 2024 alle 17:15
fabio di giannantonio
Settimo nella Sprint e sesto nella gara lunga, non è stato un brutto weekend quello di Fabio Di Giannantonio a Le Mans. Considerando le due cadute di Marco Bezzecchi, è stato lui a portare punti al team Pertamina Enduro VR46. Nella classifica generale precede di 11 punti il compagno di squadra e questa cosa lo soddisfa, anche se vorrebbe riuscire a lottare con i primi fino alla fine e finora non ci è riuscito.

MotoGP Le Mans, il bilancio di Di Giannantonio

A inizio corsa ha battagliato un po' con Marc Marquez e questa cosa lo ha gasato, anche se poi lo spagnolo ha avuto la meglio e ha conquistato il podio: "È sempre pazzesco battagliare con lui - ha raccontato a Sky Sport MotoGP - perché è un otto volte campione del mondo. È sempre un onore essere sempre così vicino a lui, che va fortissimo. Essere quasi alla pari e fare due sportellate con Marc è pazzesco".
Un rimpianto è la long lap penalty presa al 19° giro, quando era quinto, per un taglio di curva: "C'è una regola - commenta - e quindi va rispettata. Ci vorrebbe un po' di umanità, perché lì alla fine ho perso due posizioni e con il long lap ne ho persa un'altra. Non so quanto ci stesse quel long lap, secondo me... Purtroppo fa parte del gioco".

Diggia ha accusato un problema fisico

A Di Giannantonio è stato chiesto se non fosse meglio provare a seguire Marquez, invece di dargli battaglia rischiando di perdere terreno sui primi: "La mia gara è finita a 11 giri dalla fine, quando mi ha preso Marc, perché ho iniziato ad avere problemi all'avambraccio. La mia unica arma era battagliare per non perdere posizioni, non tanto per andare a prendere quelli davanti. Fino a metà gara volevo raggiungerli, però quando ho iniziato ad accusare fatica all'avambraccio ho cercato di difendermi.
Il pilota romano ha svelato di aver avuto un limite di tipo fisico ed è andato nel dettaglio del problema: "Sono un po' più grande degli altri piloti come muscolatura, quando non sono a posto con la moto e questa si muove un po' di più, faccio maggiore fatica con l'avambraccio. L'anno scorso ho fatto un'operazione, però non basta. La chiamano sindrome compartimentale, ma non è proprio una sindrome. Diciamo che c'è un affaticamento nel gesto tecnico".

Le ambizioni di Di Giannantonio

Infine, a Diggia è stato chiesto della decisione che Ducati dovrà prendere sul compagno di squadra di Pecco Bagnaia. Ci sono tre candidati che si giocano il posto: "Perché non io? Abbiamo da lavorare un po' - risponde - però quello è anche un obiettivo mio in realtà. Se sei in MotoGP non puoi ambire ad essere la ruota del carro, voglio migliorare per diventare il migliore al mondo e avere la moto migliore. Comunque sono tutti e tre fortissimi. Forse Martin è un po' un'evoluzione di Jorge Lorenzo nella sua unicità nello stile di guida. Marquez è super aggressivo, soprattutto nelle curve a sinistra fa paura e i dati sono impressionanti. Bastianini sta facendo un buonissimo lavoro, è bravissimo a gestire le gomme. Non a caso sono tre nelle prime quattro posizioni del campionato, sarà tosta per Ducati".

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