Cal Crutchlow ha fatto discutere qualche mese fa annunciando che il 2020 potrebbe essere l'ultimo anno in MotoGP. Il pilota del team LCR è noto per lanciare provocazioni e probabilmente non è il suo vero desiderio. Nei prossimi mesi il veterano britannico si ritroverà a dover discutere la sua posizione professionale fino al 2022. Probabile che qualcuno decida di seguire le orme di
Jorge Lorenzo, o il tempo degli addii verrà ulteriormente rimandato. Si pensi a Valentino Rossi o ad Andrea Dovizioso, che dopo una lunga carriera potrebbero lasciare pur di non dover sottostare ad eventuali diktat aziendali.
Nel 2020 il 34enne
Cal Crutchlow disputerà la sua decima stagione in MotoGP. "
Come sapete, guiderò l'anno prossimo e l'intera storia [sulle mie dimissioni] è arrivata dopo che ho rilasciato un'intervista in cui ho detto che forse questo è il mio ultimo contratto". Non è la prima volta che l'ex pilota Ducati ha pensato alle dimissioni. Era già capitato nell'estate 2017 quando ha firmato il rinnovo di contratto. A Far pendere la bilancia verso il possibile addio l'incidente rimediato a Phillip Island nel 2018. In quell'occasione Cal temeva che non sarebbe più tornato a camminare normalmente. Per molte e lunghe settimane non poteva appoggiare piede in terra, poteva allenarsi solo in bicicletta. Per tenersi in forma e portare avanti una celere preparazione ha trascorso l'inverno nella calda California.
Del resto
Jorge Lorenzo insegna che a volte un incidente può essere una buona motivazione per appendere il casco al chiodo.
Cal Crutchlow dovrà però valutare le prestazioni del prossimo campionato MotoGP, l'offerta della Honda e il feeling con la nuova moto. "
Capisco [Lorenzo]
che dopo essere caduto abbia detto che è abbastanza. Quando mi sono schiantato l'anno scorso, mi sono sentito praticamente lo stesso... Ma io sono diverso - ha aggiunto il pilota LCR -.
Solo un'ora dopo l'incidente, stavo già programmando il mio ritorno a Valencia. Ovviamente era impossibile, ma volevo tornare. Marc [Márquez]
è più simile a me, Jorge invece è diverso, più sensibile. Non so cosa sia giusto o sbagliato".