MotoGP, Alessio Salucci: "Biaggi e Marquez due cose diverse"

MotoGP
sabato, 29 luglio 2023 alle 10:00
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Fino al 2021 era il braccio destro di Valentino Rossi nel box, dallo scorso anno è diventato direttore sportivo del team Mooney VR46 impegnato in MotoGP. Insieme fin dagli anni d'asilo, Uccio ha affiancato l'amico fraterno e campione in ogni occasione, da Honda a Yamaha fino a Ducati e al rientro in Yamaha. Una vita trascorsa quasi in simbiosi, fino a quando è uscito dall'ombra di Vale per ergersi a boss di una squadra dove corrono due nomi eccellenti: Marco Bezzecchi e Luca Marini.

Dall'asilo al Motomondiale

Per tanto tempo Alessio Salucci è stato indicato come "l'amico di Valentino Rossi" e nulla più. Una carriera non certo facile, sempre in giro per il mondo e i circuiti, da un decennio c'è da pensare anche alla VR46 Academy, all'organizzazione di una scuola di motociclismo invidiata da tanti. Tutto nasce nel 1981, all'età di due anni(!), quando incrocia Vale nel passeggino. "Credo che avessimo uno o due anni. Mio padre e Graziano si conoscevano e quindi abbiamo cominciato a frequentarci nei passeggini". Il piccolo Comune di Tavullia ha un solo asilo, quindi essendo nati entrambi nel 1979 hanno iniziato insieme il percorso scolastico ed è scoccata l'amicizia.
Con l'inizio delle gare in moto Valentino Rossi e 'Uccio hanno iniziato a girare il mondo, diventare famosi, ma mai hanno sradicato le loro radici dal loro paese natale. "In quegli anni ho capito che saremmo rimasti sempre noi, senza trasferirci, senza cambiare gente", ha raccontato a Sky Sport MotoGP. I primi anni non è stato facile, in quanto da molti considerato il "parassita" del Dottore. "Ho continuato a fare il mio lavoro guidando il motorhome di Vale, tenendogli a posto tutto, aiutandolo con gli appuntamenti in pista e a casa, dandogli anche qualche consiglio... Essendo io con Valentino sono diventato più famoso. Mi stava sui maroni che molti dicessero: 'parassita, leccac…o di Vale' invece gli altri erano l’assistente. Perché non potevo esserlo anch’io?".

L'istinto e le rivalità storiche

Insieme hanno vissuto momenti storici e irripetibili. Le prime vittorie di Rossi in Top Class, la meticolosa organizzazione del Fan Club e delle gag, i titoli iridati a ripetizione. Fino alla spregiudicata decisione di lasciare la super competitiva Honda e passare alla Yamaha nel 2004, per dimostrare che Vale era il migliore anche con un'altra moto. Ancora oggi si pensa a quel cambio, tanto che qualche giorno fa il campione di Tavullia, rivolgendosi a Salucci, ha detto: "Soltanto due scemi come io e te potevano mollare la Honda per andare alla Yamaha".
La loro avventura nel Motomondiale è stata contrassegnata indelebilmente anche da tante rivalità e momenti di tensione, che hanno scritto pagine di storia. Due su tutti i principali contendenti: Max Biaggi e Marc Marquez. Due storie completamente diverse... "Non è paragonabile la cosa. Biaggi mi è stato antipatico... ma adesso ricordo tutto con simpatia perché è un cagnaccio, come Vale... L’altro invece non è stato corretto, parliamo quindi di due cose completamente diverse".
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