Jorge Lorenzo aveva annunciato l'addio alla MotoGP
nel corso del week-end a Valencia. Da lì a breve avrebbe avviato i primi contatti con Yamaha per vestire i panni di collaudatore. Un cambio di scena (e di idee) repentino che ha spiazzato il mondo del paddock, a cominciare dal team Repsol Honda. Il team manager
Alberto Puig e il maiorchino hanno trovato una risoluzione al contratto, concluso con un anno di anticipo. Ma il tecnico catalano mai avrebbe immaginato ad un voltafaccia del pentacampione, motivo per cui non ha posto nessun vincolo.
A distanza di qualche settimana Repsol Honda ha scoperto di aver fatto autogol, offrendo un aiuto alla concorrente Yamaha. "
E' la sua vita e non c'è niente da dire", ha commentato
Alberto Puig a UH Deportes. “
Risponderò dal mio punto di vista, ma è anche il punto di vista di Honda. Durante lo scorso anno, sia lui che la Honda hanno provato. Lui ha provato e la Honda ha cercato di dare quello che ha chiesto, con i nostri limiti, così come lui che ha avuto due incidenti bestiali".
HRC-LORENZO UN MATRIMONIO MAI DECOLLATO
Il feeling tra
Jorge Lorenzo e la RC213V non si è mai instaurato, soprattutto dopo che i tecnici HRC hanno installato la nuova specifica di motore. A quel punto il prototipo MotoGP era difficilmente controllabile per tutti i piloti Honda. Ad eccezione di Marc Marquez. Il pentacampione ha provato a spingere alla ricerca del limite, ma ha rischiato grosso dal punto di vista fisico. "
Quando un pilota cade come al Montmeló o ad Assen, capisco che non sta camminando, ci sta davvero provando. Ci abbiamo provato entrambi ma la vita non è ciò che vuoi, è quello che è, e alla fine non è andata bene. Allo stesso modo, si potrebbe dire che l'interruzione del contratto è stata amichevole. Abbiamo capito che non voleva continuare e non l'avremmo costretto".
A quel punto in casa HRC non hanno perso tempo a ingaggiare Alex Marquez, entusiasta di approdare in MotoGP.
Jorge Lorenzo non ha esitato ad accettare la proposta Yamaha. "
La cosa bella della vita è che tutti possono e dovrebbero fare quello che vogliono - ha aggiunto
Alberto Puig -.
Se ha scelto di essere un collaudatore Yamaha sarà perché probabilmente è rimasto con qualcosa dentro, quella è una moto che conosce, che gli piace... Non sono nessuno per giudicarlo o per entrare in discussioni sull'argomento. Spero solo che vada bene e, soprattutto, che sia felice, perché la verità è che l'anno scorso non si è divertito".
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