Alla vigilia del GP d'Australia
Marc Marquez occupa la seconda posizione
in classifica generale MotoGP. Jorge Martin lo precede di due punti e sarà una sfida emozionante fino all'ultimo round di Valencia. Nonostante l'infortunio che si trascina da tempo, il campione della Ducati resta il grande favorito per il titolo iridato.
Dedizione massima alla MotoGP
Mancano ancora cinque weekend di gara, se non salterà il GP del Qatar per motivi geopolitici. La sfida tra le Case di Noale e Borgo Panigale entra nel vivo e il numero 93 è determinato a difendere il trono della classe MotoGP. Da mesi si parla delle sue condizioni di salute precarie, il braccio e la spalla destri non gli consentono una vita agonistica normale. Eppure Marc Marquez è lì al vertice a giocarsela, a mettere fiato sul collo al leader di classifica.
“Dedico il mio corpo alla MotoGP e la mia salute alla mia passione”, ha spiegato il nove volte campione del mondo a MotoGP.com. “Per me, la MotoGP è passione e adrenalina. L'adrenalina è difficile da spiegare, ma è qualcosa che il corpo produce e, in caso di infortunio, è il miglior antidolorifico. Se ti senti svogliato, è la migliore fonte di energia, la spinta migliore".
Adrenalina e vittoria come carburante
Nel 2025 ha riconquistato il titolo iridato, dopo cinque anni di astinenza per i vari infortuni. Sembrava sul punto di dover addio alla MotoGP, invece è risorto come l'Araba Fenice. "Capisco chi dice che quello che fai è una follia, ma quando ti addentri nel mondo della MotoGP, inizi a capire che c'è qualcosa che va oltre la ragione. È passione, adrenalina, lavoro di squadra".
In pista diventa un animale da gara, difficile da battere, sempre alla ricerca del limite. Più cauto rispetto al passato, ma pur sempre determinato e agonisticamente spietato. "Quando sono in competizione sono totalmente concentrato... In pista sono un po' così, ma poi, a casa, cerco di adattarmi alla mia famiglia. Chi mi conosce sa che sono diverso - ha raccontato Marc Marquez -. Quando sono a casa, sono più rilassato, più aperto".
Titoli mondiali e ritiro
Vittoria chiama vittoria, Marc sa bene cosa significhi essere primo e le sensazioni che ne scaturiscono. "L'ho vissuto nove volte, sette delle quali in MotoGP. E per me, l'ultima è stata la migliore perché, all'inizio della mia carriera, non mi rendevo conto di cosa significasse un titolo mondiale in MotoGP. Perché vincere anno dopo anno diventa la normalità. Ma dopo un periodo molto difficile, l'anno scorso è stato il momento in cui ho sentito quell'esplosione di emozioni dentro di me più intensamente".
Grazie a Ducati ha ritrovato la via del trionfo, un riscatto meritato dopo anni di infortuni. “Prima del 2020 mi sentivo un supereroe. Poi è arrivato il 2020 e mi ha insegnato, e ho imparato, che siamo umani”, ha confessato Marc. “Un giorno siamo qui, e il giorno dopo possiamo essere persone diverse. Ho sette cicatrici diverse sulla spalla destra, e molte altre, e sento che è così che va la vita. Voglio dire, è il pilota che decide dove si trova il limite. Ora sto iniziando a dare più valore al rischio, e quel rischio è pericoloso e si traduce in cadute".
Marquez ha firmato un contratto biennale con Ducati, vuole continuare la sua marcia trionfale prima dell'addio. "Per ora, non ho mollato mentalmente. Ho già raggiunto molto, ma mi sento ancora competitivo. E so che, se voglio, posso continuare a essere competitivo per qualche altro anno. Ma non siamo in uno sport come il calcio o il tennis, dove dai il 100%, anche se il rischio è molto più basso. Quindi in MotoGP bisogna valutare molti fattori prima di ritirarsi. È più vicino di ieri? Sì. Ma quando? Non lo so".
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