Tra il circuito permanente e le origini di un tracciato lungo le strade aperte al pubblico di fine anni '20,
Phillip Island si appresta a celebrare il suo centenario di gare motoristiche.
Non lo farà nel migliore dei modi, in quanto perderà l'anno venturo la MotoGP e, dal 2028, anche il
Mondiale Superbike. Soltanto gli ultimi episodi in ordine di tempo in cui il tracciato dell'isola ha vissuto una storia travagliata.
GLI ESORDI ED IL PRIMO ABBANDONO
In origine, nel 1928, a Phillip Island si corse su un percorso sterrato da 10km, raddoppiato nella sua lunghezza nel 1935. Un percorso talmente polveroso che fu abbandonato nel 1941, prima del passaggio al circuito permanente inaugurato nel marzo 1956. Negli anni '60 l'impianto venne completamente ristrutturato grazie a Len Lukey, al quale fu poi intitolata una delle curve più celebri del tracciato. La sua scomparsa nel 1978 comportò l'abbandono del circuito, salvato soltanto grazie alla passione di Fergus Cameron.
IL SALVATAGGIO IN EXTREMIS
Negli anni '80 Mr. Cameron dovette rilevare infatti l'intera area scontrandosi con le istituzioni locali. Il consorzio degli agricoltori dello stato di Victoria rilevò l'impianto, con la seria intenzione di farne dei campi agricoli e dediti al pascolo. Per fortuna, quasi alla scadenza del termine previsto, Cameron riuscì a trovare i fondi per rilevare l'intera area e rendere Phillip Island il circuito oggi conosciuto.
IL BOOM ED IL SECONDO ABBANDONO
Phillip Island attirò il Motomondiale per i primi due Gran Premi motociclistici d'Australia svoltisi nel 1989 e 1990 prima di dover passare il testimone ad Eastern Creek. Questo a causa delle normative vigenti nello Stato di Victoria che vietarono la pubblicità delle aziende legate al tabacco, chiaramente ben in vista sulle carene delle moto ufficiali delle classi del Motomondiale. Il passaggio all'impianto situato nei pressi di Sydney non fu propriamente un successone, tanto da tornare a Phillip Island dal 1997 in avanti.
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