La stagione 2019 di
Cal Crutchlow era iniziata sotto una buona stella: il podio di Losail aveva allontanato i dubbi sulla condizione fisica, dopo l'incidente in Australia. E soprattutto sembrava aver scacciato via alcune perplessità tecniche sulla Honda RC213V emerse durante i test invernali. Ma quel terzo posto si è rivelato fumo negli occhi, perché nelle prime sette gare non è andato oltre l'ottava posizione a Jerez e al Mugello. Superato in classifica anche dal compagno di team Nakagami, il pilota LCR Honda lamenta una moto troppo difficile da guidare, disegnata eccessivamente a misura di Marc Marquez.
CRUTCHLOW E LORENZO CHIEDONO UNA HONDA MENO FISICA
Già nella scorsa stagione
Cal Crutchlow si mostrava critico su una moto difficile da guidare. Adesso a dargli corda c'è anche
Jorge Lorenzo, seppure con la consapevolezza che Marc Marquez continua a collezionare vittorie e titoli. Piccole modifiche si possono allestire, ma ben poco cosa rispetto a quanto vorrebbero i due alfieri. In Catalunya il 33enne di Coventry ha provato alcuni aggiornamenti di set-up e un nuovo cupolino aerodinamico. Nulla che possa consentirgli di fare un decisivo step in avanti. L'epicentro del problema è sulla parte anteriore della RC213V: lo stile di guida aggressivo di Marc ha spinto gli ingegneri a caricare molto peso sulla ruota anteriore. Di conseguenza la moto è diventata più fisica, richiede maggior forza sugli arti anteriori, per questo Lorenzo sta cercando di rimediare con alcun scelte ergonomiche.
Il secondo problema riguarda la percorrenza in curva, i cambiamenti di direzione. Una moto più fisica, complice anche la nuova specifica di motore, costringe a consumare più gomma anteriore. I piloti Honda devono optare per mescole più dure in gara rispetto agli avversari, per arrivare alla bandiera a scacchi con un certo livello di grip. La gomma più dura richiede più tempo per raggiungere il giusto livello di riscaldamento, condizionando non poco le prime fasi di gara. "
La moto è difficile da guidare, lo è sempre stata, basta vederla in televisione. Loro [Honda]
lo sanno - ha dichiarato
Cal Crutchlow dopo il Montmelò -,
ma non vuol dire che ci sarà una soluzione rapida". D'altronde
Alberto Puig è stato chiaro: moto che vince non si cambia, testa bassa e pedalare. Oppure cercare un'altra strada: tra un anno il mercato piloti potrebbe riservare grandi sorprese.