CFMoto mette radici in Italia e rende sempre più credibile l'ipotesi di uno sbarco in MotoGP. Il costruttore cinese sta allestendo un centro tecnologico dedicato alle corse nel cuore della Motor Valley. Un annuncio ufficiale sulla classe regina non c'è ancora, ma i segnali si moltiplicano.
Da tempo circola la voce di un futuro impegno in MotoGP al fianco della struttura Aspar. A rafforzarla ci sono le numerose sessioni di test svolte con i giovani talenti legati al marchio, come Maximo Quiles, Daniel Holgado e David Alonso. Difficile non leggere in questo lavoro un'ambizione precisa.
L'impegno diretto nelle corse è sempre più massiccio: il primo passo è l'approdo in Superbike, probabilmente già a fine 2027 per un impegno a tempo pieno la stagione: il protitipo è già in fase avanzata di collaudo (
qui il video).
Perché proprio la Motor Valley
La mossa si inserisce nella crescita dei costruttori cinesi ai massimi livelli del motociclismo, come dimostrano le prestazioni di
ZXMoto nel Mondiale Supersport. Cominciano a piovere titoli: CFMoto ha appena vinto, in anticipo, il campionato britannico SportBike con Richard Cooper. Inoltre la stessa CFMoto sarà fornitrice unica delle moto utilizzate nel Mondiale Femminile (WorldWCR) che si corre insieme ad alcuni round Superbike. Per fare il salto verso i prototipi della MotoGP, CFMoto ha capito di dover andare a cercare competenze dove si concentrano i migliori ingegneri, nella stessa terra in cui hanno lavorato figure come Gigi Dall'Igna, Fabiano Sterlacchini, Romano Albesiano e Massimo Bartolini. L'obiettivo è assimilare il know-how delle fabbriche europee per costruire una moto capace di competere con l'élite.
A spiegare il progetto è stata Samantha Liu, direttrice generale del centro di gestione del motorsport dell'azienda (nella foto d'apertura) in un'intervista a Visordow. "Il nostro centro tecnologico italiano, dedicato alle corse, è in fase di costruzione. Stiamo lavorando sodo per allestire le infrastrutture, riunire le squadre e trasferirci nei nuovi locali. Non si tratta di un team indipendente: lavora a stretto contatto con il nostro reparto di R&D e di design industriale, che si trova nella stessa zona".
Non solo MotoGP
Il centro, quindi, sarà integrato con il resto dell'azienda e non nascerà soltanto in funzione della classe regina. Alla domanda su un utilizzo esclusivo per la MotoGP, la dirigente ha tracciato una rotta prudente ma ambiziosa: "Sarà solo per la MotoGP? No. Come potete immaginare, ci aiuta in diversi ambiti. Siamo impegnati in vari programmi agonistici. Ma naturalmente si tratta di una competizione di altissimo livello. Ci permetterà di approfondire le nostre conoscenze, in particolare in termini di tecnologia e di test".
Nessuna fretta, dunque, ma una direzione chiara. Liu lo ha detto senza giri di parole: "La strada sarà lunga e siamo pronti a essere pazienti. Siamo CFMoto e seguiamo la nostra strada". Il centro italiano è il primo passo concreto: resta da capire quando, e con chi, il marchio cinese deciderà di presentarsi davvero sulla griglia della MotoGP.
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@CorsedimotoFoto: Paddock Sorority