La prossima volta cosa dovrà inventarsi
Toprak Razgatlioglu per farci comprendere bene che è lui, senza discussione, il pilota Superbike più forte che c'è? Stavolta non c'è spazio per le disquisizioni sul regolamento: la BMW è avvantaggiata dalla super concessioni, ha molte parti prototipo ma il turco l'ha fatta vincere anche senza l'ala di sinistra. Si, avete capito bene: senza un pezzo importantissimo per la stabilità della moto, su un circuito veloce come Portimao, dove l'appoggio sull'aventreno è fondamentale. Per altro infastidito anche da un forte vento, che ha creato problemi a tutti, figuriamoci a lui. L'appendice aerodinamica è volata via all'inizio della sfida, quando Razgatlioglu ha sfiorato impercettibilmente la Kawasaki di Alex Lowes. Un contatto leggero ma sufficiente a far saltare via l'ala.
Fatelo correre sempre senza un pezzo!
A questo punto, ridare equilibrio a questo mondiale dominato, tanto varrebbe farlo partire sempre senza l'ala di sinistra. E' una battuta, ovviamente, ma rende l'idea sul vantaggio che Toprak sta facendo pesare sul resto del gruppo. Nei primi giri è stato calmo, aveva almeno un secondo nel taschino, il ritmo era blando tanto che per cinque-sei giri il gruppo è rimasto compatto. Ma dopo il contatto con Lowes e o l'inferiorità tecnica ha fatto suonare l'allarme. Razgatlioglu ha cominciato a tirare come un dannato, anche perchè dal box gli segnalavano l'arrivo di uno scatenato Alvaro Bautista. A cinque giri dalla fine lo spagnolo era lì attaccato, tanto che
Toprak è finito largo alla curva cinque. Lo spagnolo si è infilato, ma con troppa decisione. L'avantreno è scappato via e addio impresa.
Nicolò Bulega a pezzi, ma che cuore!
Sembrava un videogioco: sparita dai radar la Ducati #1, è spuntata fuori la #11 di Nicolò Bulega. L'esordiente di lusso ci ha provato, ha puntato l'interno un paio di volte, ma all'ultimo giro non aveva lucidità necessaria per completare l'opera e interrompere la striscia vincente BMW. "E' stato il week end più difficile della mia vita, non avevo forza" ha commentato in parco chiuso, vinto dalla fatica. E anche da un Razgatlioglu straordinario: la Ducati, presa la scia, è comunque arrivata a soli 35 millesimi dalla vittoria.
Andrea Iannone riprende slancio
Toprak, che in giornata si era assicurato pure la
Superpole Race, incamera la quarta tripletta di fila su tracciati di caratteristiche assai differenti com Misano, Donington, Most e Portimao. Adesso siamo a 54 trionfi in carriera, già 15 in questa stagione, suo primato personale. Ma ne aveva vinte 14 pure con Yamaha nel 2023, una in meno l'anno prima, quello dell'unico titolo Mondiale. Grazie anche all'inconveniente del Cannibale gara 2 è stata elettrizzante e ci ha riconciliato con questa Superbike che rischiava di farci prendere sonno. Grazie anche ad Alex Lowes (doppio podio) ma soprattutto Andrea Iannone, che chiude in quarta posizione una giornata cominciata dalla quinta fila. Il recupero in Superpole Race (nono posto) è stato il trampolino per una prestazione finale coi fiocchi. Il piazzamento gli farà gioco in queste convulse giornate di trattative 2025 (
qui la situazione)
Prossima fermata: Magny Cours
Adesso la Superbike si prende un mese di pausa prima di tornare in pista a Magny Cours, in Francia, il 7-8 settembre. L'ottava tappa segnerà l'inizio dello sprint finale, con cinque round spalmati nel breve volgere di un poco più di un mese. Dopo l'evento transalpino il Mondiale toccherà la novità Cremona, poi Aragon (Spagna), Estoril (Portogallo) e infine Jerez, il 18-19 ottobre prossimi. Ma, di questo passo, Toprak avrà modo di chiudere i giochi con consistente anticipo.