La supremazia di Toprak Razgatlioglu nel round Superbike di Misano è stato così schiacciante da indurre nei più la sensazione che ci sarà poco da fare. Ma BMW e
il fenomeno turco hanno davanti ancora tanta strada prima di essere sicuri di aver piegato la Ducati. Siamo appena ad un terzo di campionato e le Rosse non sono lontane. Nicolò Bulega è a 21 punti dal capoclassifica, Alvaro Bautista a -25 punti. "El Turco" quindi ha poco meno di una gara lunga di vantaggio, quando ne mancano 16 al termine, più otto Superpole Race. La batosta nella gara di casa, davanti a tutto lo stato maggiore Ducati, è stata una sferzata all'orgoglio della marca più vincente nelle derivate dalla serie. La risposta tecnica non si farà attendere e qualcosa di interessante sta bollendo in reparto corse. Se tutto andrà come deve, Bulega e Bautista potrebbero avere qualche arma in più già dalla prossima sfida di Donington, il 13-14 luglio.
Il doppio vantaggio BMW
Il gigante tedesco, dopo anni di tribolazioni, quest'anno ha messo il turbo. Il conteggio delle vittorie nelle dodici gare fin disputate è 6-4, le due restanti sono andate alla Kawasaki. Considerando solo le gare lunghe, quelle su cui vengono calcolati gli eventuali bonus regolamentari, siamo 4-2. I tre round precedenti (Phillip Island, Barcellona, Assen) erano stati equilibrati, tanto che Alvaro Bautista era arrivato in Riviera da leader.
Misano però ha spostato l'ago della bilancia. BMW ha due vantaggi. Uno, ovviamente, è il pilota. Toprak è un fenomeno: rispetto ai compagni di marca faceva gran differenza anche negli anni Yamaha, adesso anche di più. Corre con la M1000RR da quattro round ma ci sembra nato sopra. "
Ha una capacità di controllo della moto superiore a Stoner e Marquez" ha azzardato Marco Melandri. Il secondo vantaggio è regolamentare.
BMW è una MotoGP mascherata?
Da inizio stagione BMW è in regime di "superconcessioni", cioè può adottare un certo numero di componenti sviluppo, per ciclistica motore, differenti da quelli utilizzati sulla versione stradale. Quali siano, di preciso, lo sanno solo i commissari della Federmoto. Ma l'elenco delle opzioni utilizzabili è pubblico e comprende elementi che possono fare gran differenza: telaio differente, pistoni, cammes, volano dell'albero motore e molto altro. Gli avversari sostengono che la BMW, dopo questa cura da cavallo, sia diventata una MotoGP mascherata. Anche Honda (da inizio 2024) e Kawasaki (da Barcellona) hanno gli stessi vantaggi, ma - specie nel primo caso - non c'è stato un vantaggio sulle prestazioni così evidente. Per la verità neanche le altre BMW fanno sfracelli. Michael van der Mark, il secondo pilota ufficiale, naviga ai margini della top ten. Redding e Gerloff, due signori piloti, sono ben più indietro. Solo il turco sta riuscendo a cavare il massimo dal vantaggio regolamentare. La tripletta di Misano, con ampio vantaggio sulle Ducati, non cambia il quadro regolamentare.
Cambierà qualcosa?
Il meccanismo che attribuisce le "superconcessioni" è tale che BMW ha forti speranze di poterci contare fino al termine di questo mondiale. Quindi la Ducati ci dovrà pensare da sola. E infatti ci sta pensando. Il problema degli ingegneri bolognesi sono i vincoli regolamentari, che impediscono di toccare i componenti omologati. Il motore, in particolare, è praticamente immodificabile. Ma per migliorare l'accelerazione, il fattore che Toprak a Misano ha sfruttato a meraviglia, si può intervenire anche per via elettronica o altri componenti liberi, tipo gli scarichi. A Bologna stanno correndo ai ripari e pare che qualcosa di interessante sia stato trovato. Nei prossimi giorni Nicolò Bulega andrà in pista a Misano per lavorare sull'assetto e migliorare la confidenza con l'avantreno. Ma anche, probabilmente, per saggiare qualche piccolo dettaglio da buttare nella mischia mondiale prima possibile. Toprak a Misano ha fatto la differenza riuscendo a sfruttare, lui solo, la gomma anteriore più dura disponibile. La Ducati prova a seguire la strada. La sfida è difficilissima, nessun dettaglio può essere lasciato indietro. A Donington la Ducati spera di suonare un'altra musica.