Scandalo MotoAmerica Mini Cup: genitori spacciatori smascherati e arrestati!

In Pista
mercoledì, 20 agosto 2025 alle 12:00
motoamerica mini cup
di André Lecondé/paddock-gp
La MotoAmerica Mini Cup, fucina di talenti negli Stati Uniti, è stata coinvolta in un caso dai toni cupi. Jennifer e Glenn Jazikoff, genitori di due giovani piloti promettenti, sono stati arrestati il 26 luglio nella contea di Ocean, nel New Jersey. Sono accusati di traffico di droga interstatale, porto d'armi e messa in pericolo di minori. I fatti devono ancora essere accertati dai tribunali, ma l'onda d'urto ha investito il paddock.
Secondo Roadracing WorldRideApart , l'arresto è avvenuto pochi giorni prima della finale della Mini Cup (8-10 agosto), a cui i bambini di 9 anni hanno comunque preso parte. Entrambe le fonti affermano che i sospetti sono legati ad attività illegali svolte parallelamente alla presenza attiva della famiglia alle gare di minimoto.
Al di là dello shock emotivo, il caso solleva interrogativi: come si possono proteggere i minori al centro di un programma che dovrebbe formare i futuri piloti? Nell'ambito del campionato, la priorità è chiara: proteggere i bambini e garantire che la loro carriera sportiva non venga compromessa da atti attribuiti ad adulti. Le autorità, in questa fase, non hanno reso pubbliche tutte le prove sequestrate, il procedimento è in corso.

MotoAmerica è sotto shock

Dal punto di vista sportivo, il contrasto è sorprendente: i due ragazzi si erano costruiti una solida reputazione nelle categorie entry level – titoli nella Mini Cup, vittorie, tempi più veloci – al punto da essere citati tra le speranze della scena statunitense. Questa realtà sportiva rimane, ma ora deve affrontare un'accusa penale contro i loro genitori, che dovrà essere definita da un tribunale.
L'episodio serve a ricordare che lo sport non è sempre immune alla realtà. Negli anni '70 e '80, l'IMSA aveva già affrontato alcune questioni poco chiare relative al finanziamento di alcuni programmi. Qui, la dimensione è ancora più delicata: un campionato per bambini. Da qui l'importanza, insistono coloro che sono coinvolti nel paddock, di una supervisione rigorosa, di un supporto psicologico se necessario e di un sistema chiaro per garantire che i minori non vengano né stigmatizzati né sfruttati.
Il caso impone a MotoAmerica il dovere di dare il buon esempio: mantenere la linea sportiva... e quella etica, in attesa di un'azione legale.

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