Infinito John McGuinness: a 52 anni sul podio alla North West 200

In Pista
lunedì, 13 maggio 2024 alle 7:40
john mcguinness podium north west 200 2024
Un'edizione della North West 200 che passerà alla storia, per svariate ragioni. In virtù dei suoi verdetti sportivi, ma anche per l'aver offerto al pubblico un bello show e, non da meno, tante storie da raccontare che racchiudono tutti gli stilemi di cosa sia l'essenza del motociclismo. Si può iniziare dal tris di Glenn Irwin, nuovo recordman di successi tra le Superbike portando a 11 il numero di suoi hurrà consecutivi al 'Triangle', passando per Davey Todd, eletto "Man on the Meeting" grazie a prestazioni dove non ha mai mollato l'osso, giocandosi sempre la vittoria tra le "big bikes" ed aggiudicandosi tre vittorie tra Superstock e Supersport. C'è poi una storia che riguarda un "ragazzino" di anni 52 appena compiuti che si è preso la soddisfazione di tornare sul podio all'evento. La storia di una leggenda inesauribile ed ineguagliabile del calibro di John McGuinness.

LEGGENDA MCG

Il celebre soprannome di McGuinness è "Morecambe Missile", in riferimento alla sua città natale. Ultimamente, con tutte le ragioni di questo mondo, ci si riferisce a Big John come "national treasure", ovvero tesoro nazionale. Inestimabile, verrebbe da dire, perché uno così ne nasce una volta e mai più. Per come incarna lo spirito delle road races, per la sua longevità, per come si sia reinventato tra un'era e l'altra della specialità. Con un fisico tutt'altro che da pilota professionista, ma con una simbiosi totale con la sua motocicletta (specie affrontando il Mountain Course) ed un carattere che lo hanno reso tra i road racers più amati di sempre.

52 ANNI, 30 DI GARE ALLA NORTH WEST 200

John McGuinness, per il suo modo di porsi e di correre, ha una dote non comune. Una qualità non necessariamente nelle corde anche di chi diventa Campione del Mondo ed una star interplanetaria: il saper emozionare. Non necessariamente frutto del suo vissuto, ma anche e soprattutto per ciò che riesce, di volta in volta, a veicolare nei confronti di chi ama il motociclismo. Lo ha dimostrato nella settimana della North West 200, celebrando il personale 30° anniversario dalla sua prima partecipazione alla contesa tra Portrush, Portstewart e Coleraine con una perla da lacrimuccia e anche qualcosa di più: tornare sul podio.

12 ANNI DOPO RITROVA IL PODIO ALLA NORTH WEST 200

Alla vigilia di questo evento Honda Racing UK aveva comunicato che, a causa del fittissimo calendario, si sarebbe presentata alla North West soltanto con le CBR 1000RR-R in configurazione Superstock, lasciando a Louth le Fireblade Superbike oltre che le CBR 600RR Supersport, in gara non più tardi di lunedì scorso ad Oulton Park. Per McGuinness, ma anche per i suoi compagni di squadra (gli omonimi Dean e Nathan Harrison), non il massimo della vita, specie considerando la necessità di macinare chilometri in previsione dell'imminente TT all'Isola di Man. John non si è fatto problemi di sorta e, anzi, ha visto questa problematica come un'opportunità. Un'occasione per tornare sul podio alla NW200, trascorsi 12 anni dalla sua ultima top-3 all'evento risalente al 2012.

IL SUO RISCATTO AL TRIANGLE

Competitivo sin dalle prove correndo, tra Superbike e Superstock, con la stessa moto, ha visto proprio nelle gare della Stock come di un'occasione ed una sfida-nella-sfida. Sin dalla prima sfida di giovedì ha duellato con James Hillier, avendo poi la meglio sabato in Gara 2 nel confronto per il terzo posto. Preceduto dai soli Davey Todd (anni 28) e, non da meno, dal recordman sul giro del Mountain Peter Hickman (anni 37). Presentatosi ad occhi lucidi al parc ferme, dove sono state versate delle lacrime da parte di tutti. Non soltanto per questa ennesima pietra miliare della sua infinita carriera, ma anche ripensando a quel suo bruttissimo incidente, proprio qui, del 2017, registratosi nel velocissimo tratto di Primose Hill.

RIMANDATI I PROPOSITI DI RITIRO

Un botto dovuto a problemi tecnici sulla sua (debuttante) CBR 1000RR SC77, con conseguente lungo stop per infortunio e persino un divorzio con Honda al seguito. Nel lustro successivo passerà da Norton (avanzando tuttora dei compensi non corrisposti...) a Kawasaki Bournemouth, senza tuttavia mai correr con quest'ultima per il biennio di cancellazioni dovute all'emergenza pandemica. Di anno in anno ha posticipato i suoi propositi di ritiro, giovando del suo ritorno in Honda. Con l'investitura non soltanto di leggenda vivente e testimonial congeniale dell'azienda, ma anche di pilota tuttora competitivo. Il podio alla North West 200 lo testimonia, il viaggiare a 131 miglia orarie (210 km/h) di media al TT da over-50 altrettanto. Un motociclista che ha ancora molto, tanto da dire in termini di risultati e di emozioni trasmesse agli appassionati.

Continua a leggere

loading

Potrebbe anche piacerti

Altre notizie

Loading