MotoGP, Andrea Iannone: “Non sono abituato a fare previsioni”

Andrea Iannone accusa oltre 1" di gap al termine dei tre giorni di test in Qatar. "Non ho voluto fare il time attack. Dopo la prima gara tiriamo le somme".

26 febbraio 2019 - 9:14

La tre giorni in Qatar vede Andrea Iannone soltanto 16esimo, ma il pilota di Vasto non era alla ricerca del crono. Tanti i settori su cui ha lavorato Aprilia, dall’anteriore al set-up, dalle mappature al problema del chattering, fino ad una nuova configurazione aerodinamica. Il team di Noale ha lavorato a ritmi sostenuti in quello che può considerarsi il primo vero test per Iannone, dopo i primi approcci di Valencia e Jerez. A Sepang ha potuto impegnarsi solo parzialmente a causa di una condizione fisica non perfetta.

Iannone senza time attack

La RS-GP comincia a rispondere perfettamente ai primi feedback lanciati da Aleix Espargaró e dai nuovi arrivati. Resta da migliorare il turning e gli assetti in ottica gara, in modo da allestire una moto più facile da gestire. “Io non mi concentro sulla posizione in classifica. Avevamo a disposizione un’altra gomma per fare un time attack, ma credo sia più importante continuare a lavorare sulla RS-GP“. Non si possono fare previsioni, ma se Andrea Iannone riuscisse a conquistare la top-10 già in Qatar sarebbe un traguardo molto soddisfacente. “Sono abituato a non fare previsioni e a tenere i piedi per terra. Dovremo essere bravi a sfruttare al meglio il pacchetto tecnico che abbiamo a disposizione e a tirare le somme a fine gara“.

Aleix ha lavorato in ottica gara

Aprilia ha lavorato sia in ottica gare che su soluzioni a medio-lungo termine. In Qatar sarà in pista anche Bradley Smith per proseguire il lavoro di sviluppo e vagliare il materiale da passare ai piloti ufficiali. Aleix Espargaró, che torna in Spagna con il 14° tempo nella classifica combinata, ha effettuato una simulazione gara nonostante il forte vento. “E’ stato importante anche perché abbiamo evidenziato alcune cose da sistemare per la gara, è per questo che si fanno le simulazioni. Ora gli ingegneri avranno una gran mole di dati sui quali lavorare. La RS-GP 2019 è nettamente migliore della versione 2018, ora dobbiamo lavorare per rendere la moto veloce in tutto l’arco della gara“.

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