Andrea Dovizioso ha impiegato appena 22 giri sull'asciutto per essere più veloce del 2017, quando fra i boschi della Stiria fulminò Marc Marquez all'ultima curva. La
Ducati GP18 va a nozze su questa piste dove conta frenare forte e ripartire come una fionda, cercando di limitare al massimo impennamento e pattinamento della gomma posteriore. Adesso la GP18 va molto più forte nel terzo settore della pista, dove un anno fa Marquez si avvicinava pericolosamente. «
È il settore su cui ci siamo concentrati di più — ammette
Alberto Giribuola, ingegnere di pista del forlivese —.
Ho detto ad Andrea che se riusciremo a essere veloci anche in quel punto, poi asfalteremo tutti. Per ora ci stiamo riuscendo». (qui la cronaca e i tempi del venerdi) DOVI ATTACK - Andrea siega: «
Marc vuole vincere su quella che è una pista Ducati. Non credo che vorrà provare a farlo all’ultima curva dell’ultimo giro, per prendersi la rivincita di un anno fa, troppo rischioso. Però ci proverà. Anche lui sta già lavorando sui dettagli», è l’analisi di Dovizioso, in ritardo di 68 punti (quasi tre GP!) su leader del Mondiale Marquez.
LORENZO INSEGUE - Anche Jorge è andato subito fortissimo. «Ogni volta che scendo in pista l’adattamento è più veloce. C’è ancora qualche punto da migliorare, ma in questo momento Dovi, Marc e io siamo tutti molto vicini». Un terzetto al quale spera di aggregarsi anche Petrucci, doppio terzo di giornata, sull'asciutto e sul bagnato: «Le cose provate nel test a Brno sembrano funzionare. Mi manca ancora un po’ di stabilità, qui freni da 320 a 50 orari e hai un solo metro dove passare. Dovremo lavorare sui dettagli, ma c’è un problema abbastanza grosso: si chiama Marquez».