María Herrera ha vinto il secondo Mondiale femminile a Jerez. Nelle intenzioni della Federmoto Internazionale la serie lanciata nel 2024 avrebbe dovuto conquistare spazio sui media e in TV, ribadendo l'impegno del mondo delle moto nell'abbattimento delle barriere di genere.
Invece la terza stagione è finita a riflettori mediatici spenti. Tanto che alla bicampionessa è venuta un'idea particolare: "Farmi fare una garetta in MotoGP sarebbe la cosa giusta per dare visibilità al nostro campionato" ha detto alla collega Alba Caseres di Motosan. Chissà che l'idea non faccia breccia su Liberty Media, promotore americano che sta cercando di spettacolare al massimo la top class.
L'infortunio nascosto
Maria Herrera ha sottolineato quanto sia difficile per una pilota trovare le risorse per ambire al passaggio in categorie più prestigiose. Inoltre si è augurata che nel Mondiale Donne funzioni la svolta CFMoto, che dall'anno prossimo sostituirà la Yamaha come fornitore unico di moto. Maggiore potenza, più spettacolo: è quanto auspica la spagnola.
Poi, parlando dell'epilogo della stagione, Maria Herrera ha rivelato di aver dovuto fare i conti con un infortunio mai rivelato. . Dopo il quinto posto in Gara 1 a Jerez, che le ha consegnato matematicamente il titolo, la spagnola ha raccontato di essersi rotta due dita e di essersi lussata la spalla sinistra a metà stagione. Fra una settimana finirà sotto i ferri.
La gara, come avevamo raccontato in
Maria Herrera due volte regina del WCR, in gara 1 a Jerez vittoria della ragazza scatenata, è stata vinta da Paola Ramos davanti a Beatriz Neila. Nella seconda e ultima sfida stessa vincitrice, con la campionessa finita al quarto posto.
I nervi dopo l'Inghilterra
Herrera è arrivata in Andalusia con il campionato ancora aperto, dopo un round inglese che a suo dire avrebbe dovuto chiudere i conti: "Pensavo di non arrivare così nervosa, ma alla fine credo che quanto successo in Inghilterra sia stato qualcosa di strano. Credo che avremmo dovuto chiudere lì".
Il piano per sabato era chiaro, nessun rischio inutile: "Domani credo che sia prevista pioggia, quindi sapevo che non potevo fare la pazza. Sapevo anche che Paola aveva un gran ritmo, aveva fatto delle prove incredibili e avrei voluto stare con lei. Quindi dovevo solo restare tranquilla e arrivare dietro".
L'infortunio tenuto nascosto
Il vero ostacolo, però, è stato fisico. Dopo tre mesi di sosta, la spagnola ha dovuto capire come presentarsi a Jerez senza peggiorare la situazione della spalla sinistra: "Ovviamente mi sono rotta due dita e mi sono lussata la spalla a metà stagione, cosa che nessuno sa. Ho un'operazione fra una settimana e questa gara per me è stata un po' orribile, perché alla fine la spalla sinistra è un po' addormentata".
Una stagione corsa senza calcoli, come ha spiegato lei stessa: in ogni gara voleva vincere e si prendeva il rischio necessario. Proprio per questo il round finale è stato il più duro: "Arrivare a Jerez è stata la cosa più complicata, dopo tre mesi di stop e pensando a come fare per non farmi più male alla spalla e arrivare a Jerez forte".
Prima di pensare al 2027 c'è però la sala operatoria: la bicampionessa dovrà sistemare la spalla che l'ha accompagnata in silenzio per mezza stagione.
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