Eicma, tante novità ma manca il colpo

Eicma, tante novità ma manca il colpo

Previsioni in vista del Salone di Milano che apre i battenti martedì: moltissime novità (o presunte tali), ma per fare breccia sul pubblico le case vanno sul sicuro. Ecco perché…

Ogni anno si ripete la stessa manfrina: per avere in anteprima tutte le moto del Salone e potersi portare avanti con il lavoro, giornali e siti firmano minacciose liberatorie in cui accettano punizioni esemplari e penali economiche surreali (dai 100mila euro in su) in caso di rivelazione anticipata delle “novità”. Il risultato è che, almeno per gli addetti ai lavori, i Saloni della moto sono sempre di più dei rituali, delle liturgie fisse e dal copione conosciuto, come quel film che sai a memoria ma quando passa in Tv non puoi fare a meno di vedere.

Il copione di Eicma è sempre lo stesso: il lunedì si inizia con le tre presentazioni dei big, che per avere maggiore visibilità preferiscono lanciare i propri prodotti alla vigilia dell’apertura. Come da tradizione, anche quest’anno si parte con Ducati e a seguire con Honda e Yamaha. Che nel 2016 hanno avuto la diabolica idea di posizionare le loro “premiere” in posti strategicamente distantissimi tra loro nella città di Milano. Poi al martedì la solita ressa sotto agli stand per catturare le prime foto e poterle postare sui social network, in un fittissimo calendario che prevede un  unveiling ogni mezz’ora.

Detto questo, le novità non mancano, al netto dei restyling e delle operazioni di facciata (le moto che qualche guru della comunicazione vuole spacciare per nuove sebbene sia cambiato solo un pezzo di carena…). Quello che manca a Eicma 2016 è LA moto da vedere, quella che segna il Salone con la sua presenza, un po’com’era successo lo scorso anno con l’Africa Twin della Honda. Vedremo molte cose interessanti, soprattutto da Bmw (che senza dubbio è il costruttore che sta lavorando meglio sulla propria gamma), Husqvarna (il marchio che osa di più sul fronte del design e dello stile) e da Ducati, che col marchio Scrambler porterà in dote due nuove moto ben riuscite (e fin troppo ruffiane) nello stile.

Sarà invece un salone leggermente sottotono per i giapponesi, che avevano ben impressionato un mese fa a Colonia e che stavolta – fatta eccezione per Kawasaki con le due nuove Z650 e Z900 – staranno abbastanza alla finestra.

Senza ombra di dubbio sarà un Eicma conservativo: Bmw punterà sul proprio passato e sulla riedizione di un best seller, Ducati tornerà all’antico rispolverando un motore raffreddato ad aria, Yamaha punta moltissimo su uno dei suoi mezzi più venduti. Insomma, si cambia e si lanciano novità ma alla fine tutti vogliono fare cassa coi soliti modelli, quelli che di sicuro piaceranno al pubblico.

Certo, l’Eicma 2016 rappresenta il Salone della transizione: l’entrata in vigore obbligatoria della normativa Euro4 ha costretto i produttori a rinnovare in toto le proprie motorizzazioni – sebbene nel 2017 sarà ancora possibile vendere moto Euro3 –  e a sacrificare alcuni modelli, concentrando i propri investimenti sui propulsori piuttosto che sulla ricerca di innovazione e novità. La voglia di osare è davvero rimasta a pochi. Meglio rifugiarsi nella confortevole sicurezza del modern classic. Assisteremo quindi a un profluvio di scrambler, cafe racer, moto che pagano un pesante tributo agli anni 70 e 80.

Infine, una notazione sul fronte della mobilità elettrica: due grandi marchi attivi nel mondo degli scooter lanceranno altrettanti rivoluzionari mezzi, pronti a entrare in produzione nel giro di pochi mesi. Segno che adesso anche le grosse aziende iniziano a credere nelle due ruote a batteria.

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