MotoGP: il solito Casey Stoner, o il vero Casey Stoner?

MotoGP: il solito Casey Stoner, o il vero Casey Stoner?

Phillip Island mostra il vero potenziale dell’australiano

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Parlare di un pilota come Casey Stoner cercando di spiegare le proprie caratteristiche risulta sempre una tematica particolarmente articolata. Forse, per assurdo, fin troppo facile. Dotato di un talento ed una velocità naturale spaventosa, l’australiano sin dagli esordi nel Motomondiale ha lasciato alla pista gli elementi necessari per giudicarlo, con i suoi successi ed eccessi, con imprese che resteranno nella storia e qualche colpo a vuoto. Le vittorie vanno in archivio, ma gli errori spesso si ripresentano come fantasmi per spiegare un calo di rendimento.

Phillip Island ha ripresentato definitivamente il Stoner versione “mattatore”, probabilmente il “vero” Casey. Sempre lì al comando, disegnando il tracciato di Victoria con la sua guida unica, tutt’uno con la propria Ducati Desmosedici. Non è solo un discorso di “fattore campo” che l’ha portato al quarto trionfo consecutivo in madrepatria, è l’esatta dimensione del potenziale (estremo) del Campione del Mondo 2007.

La domanda, ai più, sorge spontanea: se questo fenomeno è in grado di spazzar via gli avversari a Phillip Island vincendo oltretutto 3 delle ultime 4 gare, perchè quest’anno non è mai stato realisticamente in corsa per il titolo? La risposta l’hanno data gli uomini Ducati, ancora per poco, al suo seguito dai box: soltanto da Aragon la Desmosedici GP10 ha raggiunto il pieno potenziale, dando merito al lavoro in azienda. Tutti a Borgo Panigale impegnati sì a pieno regime con un pensiero rivolto al 2011 che verrà con Valentino Rossi, ma sempre dediti a sviluppare il progetto 2010 assecondando le richieste di un pilota che, tra meno di un mese, sarà della concorrenza.

Stoner i suoi errori, quest’anno, gli ha commessi eccome: Losail, Le Mans, Sepang, tris di cadute dove aveva il pieno potenziale per vincere per quanto mostrato nelle prove con legittima fiducia. Tre (evitabili) battute d’arresto pesanti ai fini classifica, errori spesso inspiegabili. Foga, mancanza di concentrazione, impazienza, voglia di strafare: chi può dirlo?

Forse soltanto il canguro dominatore del mondiale 2007 può farlo. Nel dopo-gara in Australia non ha avuto problemi nell’ammettere di aver “Sentito la pressione” e di essere stato “Più nervoso del solito, con una particolare valutazione e/o suggerimento: “Forse è meglio che corra sempre così, visto che non ho commesso errori“.

Insomma, d’accordo il fattore di campo, va bene una Ducati-missile che copia alla perfezione Phillip Island, ma Stoner ha dimostrato (finalmente?) di saper reggere la pressione. Senza prendersi rischi inutili, senza commettere un errore nel corso del weekend, senza neanche effettuare long-run nelle prove, sua consolitada abitudine. Nel Warm Up viaggiava con 2″ di margine su tutti, in gara ha resistituito solo per 4 dei 27 giri qualche decimo a Jorge Lorenzo già staccato di 1″5 al termine del primo giro. Troppo facile: che sia semplicemente questo il “vero” Casey Stoner?

Alessio Piana

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