MotoGP, Valentino Rossi: “Lorenzo sulla Honda mi preoccupa”

MotoGP, Valentino Rossi: “Lorenzo sulla Honda mi preoccupa”

Valentino Rossi, in attesa di risolvere i problemi sulla Yamaha, prevede una sfida a cinque nel 2019: “Attenzione a Jorge sulla Honda, ma non dimentichiamo Dovizioso”.

di Luigi Ciamburro
BURI RAM, THAILAND - OCTOBER 05: Valentino Rossi of Italy and Movistar Yamaha MotoGP heads down a straight during the MotoGP Of Thailand - Free Practice on October 5, 2018 in Buri Ram, Thailand. (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Da mesi ogni discorso di Valentino Rossi è incentrato sulle difficoltà della Yamaha, sull’elettronica e sul motore troppo aggressivo ai bassi regimi, sul gap dalle Honda e dalle Ducati, tanto da essere diventati ritornelli di ogni Gran Premio. Una prima svolta forse potrebbe essere avvenuta in Thailandia, ma servono conferme in Giappone e Australia, con l’attenzione del box ormai rivolta ai test invernali in vista del 2019.

PRONOSTICO 2019 – Se Yamaha riuscirà a risolvere i problemi di natura tecnica si prospetta un prossimo campionato avvincente come non mai, con almeno cinque piloti pronti a contendersi il podio. “È davvero difficile scegliere tre nomi, ne abbiamo così tanti, ma Marquez, ovviamente, è un campione del mondo e sempre molto forte – ha spiegato Valentino Rossi a Motorsport-Total.com -. Sono preoccupato per Lorenzo, sarà sulla Honda il prossimo anno. Il mio compagno di squadra Vinales sarà tra i primi tre. E poi ovviamente non possiamo mai dimenticare Dovi“.

SOGNI E PASSATO – L’esordio nel Motomondiale di Valentino Rossi risale al 1996, erano i tempi della classe 125 in sella all’Aprilia. Un punto di svolta della sua vita professionale e privata. “Un momento importante per me è stato quando sono arrivato nel Mondiale. È  stato un momento molto emozionante nella carriera di pilota. Così nel 1996, quando avevo 17 anni, è stato un sogno per me guidare lì e ho dovuto aspettare molto tempo“. Ma se si potesse disporre di una macchina del tempo il Dottore avrebbe desiderato correre negli anni Settanta, ai tempi di Giacomo Agostini, Phil Read, Barry Sheene, Kenny Roberts, Angel Nieto. “Era un’epoca molto bella in cui le moto venivano sviluppate all’estremo e c’erano molti grandi piloti in quel momento, tutto era più facile e veloce“. La manovra più azzardata che non dimenticherà mai? “Quando ho superato Lorenzo all’ultima curva in Catalunya nel 2009“.

RITUALI DI GARA – Valentino Rossi ha carisma da vendere e una serie di riti che ormai fanno parte del suo essere pilota, un po’ per scaramanzia, un po’ per consuetudine, come la preghiera alla moto prima della gara o l’impennata dopo il traguardo. “Nulla di davvero speciale, mercoledì preparo la mia valigia, entro già nello stato d’animo della gara, giovedì arrivo, poi venerdì salgo in moto e sono già totalmente concentrato – ha aggiunto il campione di Tavullia -. Cerco sempre di migliorare la mia concentrazione per essere pienamente focalizzato sulla domenica, quindi non è niente di speciale, cerco solo di rimanere concentrato con la mia squadra e dimenticare il resto, la vita normale“.

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