MotoGP Silverstone: Yamaha non vince più,”Il nuovo telaio non ha risolto i problemi”

MotoGP Silverstone: Yamaha non vince più,”Il nuovo telaio non ha risolto i problemi”

il team manager Massimo Meregalli prova a spiegare perchè la M1 è andata in crisi. Gomme, grip, telaio. “Aspettiamo le prossime due gare”.

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Primo piano di Massimo Meregalli team manager Yamaha MotoGP

MotoGP, La Yamaha non vince più. Cos’è successo alla M1 che aveva cominciato il  2017 dominando con Maverick Vinales? Prova a spiegarlo il team manager Massimo Meregalli in un’intervista di Paolo Ianieri pubblicata sulla versione cartacea di La Gazzetta dello Sport. 

I test invernali e le prime gare hanno confermato la bontà del lavoro invernale dei nostri ingegneri” spiega Meregalli. “Le prime difficoltà sono sorte a Jerez dove il grip della pista, temperatura e scelta sbagliata della gomma anteriore hanno evidenziato un problema mai sorto prima, la mancanza di grip al posteriore. Idem a Barcellona, in condizioni simili. A questo aggiungiamo la scelta di Michelin, dopo alcune gare, di introdurre pneumatici con una nuova carcassa che, per le caretteristiche della nostra moto, a volte hanno acuito i problemi. E pure noi abbiamo commesso qualche errore, soprattutto di strategia in alcune gare.”

Il nuovo telaio sembrava avere risolto i problemi. Invece…

“Lo abbiamo provato nei test di Barcellona e il commento dei piloti è stato molto positivo, così come il riscontro cronometrico. La scelta è stata confermata dal successo di Valentino ad Assen. Ma non è stato sufficiente a risolvere i problemi, inaspettati, verificatisi in Germania e Austria”.

Rossi ha detto che tocca al Giappone lavorare, non potendo fare più molto a livello di assetto. Cosa faranno in Giappone?

I nostri ingegneri non hanno mai smesso di lavorare. A Misano ci siamo concentrati soprattutto sull’elettronica, per migliorare il controllo di trazione. Il fiore all’occhiello della M1 è la ciclistica, in continua evoluzione, area nella quale continueremo a concentrarci”.

Avete capito cosa è successo?

“Onestamente preferisco aspettare le prossime due gare, Silverstone e Misano. Anche a Brno il test era andato bene, poi in Austria abbiamo sofferto. A Misano siamo stati veloci e costanti con gomme di tanti giri, ma resto prudente”.

I tecnici sono sorpresi?

“Siamo passati dall’entusiasmo per le 2 vittorie di Maverick nelle prime 3 gare, allo sconforto di Jerez. Quello è stato il campanello di allarme, poi diventato “sirena” a Barcellona. È un campionato ricco di incognite e imprevisti che hanno scombinato i piani e i programmi di quasi tutte le Case, ma non c’è tempo per essere “sorpresi””.

Intanto domenica Valentino festeggia 300 GP in classe regina.

“Per me non sono i 300, ma come li fa, a renderlo unico. Da fuori forse non ci si rende conto, ma la maniacalità, la capacità di analizzare il minimo dettaglio e la passione, non smettono di sorprendermi”

È a quota 359 GP, per i 400 dovrebbe correre anche nel 2019.

«Secondo me ci arriva».

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