MotoGP: Lin Jarvis ‘minimizza’ Johann Zarco

MotoGP: Lin Jarvis ‘minimizza’ Johann Zarco

Johann Zarco resta un punto interrogativo nel box Yamaha. Lin Jarvis: “La sua moto è quasi identica alla M1 ufficiale”.

di Luigi Ciamburro
Lin Jarvis

Johann Zarco continua ad essere la scheggia impazzita in casa Yamaha. Nelle prime quattro gare del Motomondiale 2018 per due volte ha fatto meglio dei piloti ufficiali e si ritrova nelle zone alte di classifica a inseguire Marc Marquez a -12, +8 da Maverick Vinales, +18 da Valentino Rossi. Lin Jarvis, Managing Director di Yamaha, tenta di minimizzare le prestazioni del francese facendole rientrare nell’orbita dell’ottimo lavoro compiuto dal team di Iwata, ma sono in molti a chiedersi come possa una moto satellite fare meglio delle ufficiali in più di un’occasione e da un anno a questa parte.

JARVIS ‘MINIMIZZA’ ZARCO – L’anno scorso il telaio 2016 sembrava l’”arma segreta” del campione di Moto2, quest’anno i problemi d’elettronica sembrano non lambire la sua M1. In ogni caso le sue prestazioni continuano a suscitare stupore: “I risultati dicono molto sulla qualità della moto che forniamo al team di Tech3. L’anno scorso abbiamo avuto ogni sorta di problemi con la scelta del telaio”, ha spiegato Jarvis a Speedweek.com. “Ora siamo tornati ad un telaio simile alla versione 2016… I test invernali 2016/2017 e le prime gare del 2017 sono andate molto bene per noi. Abbiamo vinto tre GP su quattro. È stato il team Movistar Yamaha a vincere quattro gare nel 2017, non il team Tech3. E alla fine dell’anno Maverick Viñales era terzo in campionato, non Johann Zarco. Quindi non si possono giudicare le singole gare, bisogna prendere in considerazione tutta la stagione”.

REBUS ELETTRONICA – Il francese può vantare una moto molto simile a quella in dotazione al team ufficiale: identico telaio, gli ultimi aggiornamenti aerodinamici, ultima versione di motore, “le specifiche della sua moto sono sostanzialmente identiche alle moto factory”. L’unica differenza è che se da Iwata arrivano nuove componenti sono Rossi e Vinales a provarle per primi, un ulteriore dettaglio che gioca a favore del pilota satellite: “A volte è meglio non avere un’ampia scelta, perché puoi concentrarti sul meglio della moto a disposizione”. Da quest’anno l’attenzione è puntata sull’elettronica e il manager Yamaha non può nascondere il gap da Honda e Ducati, né mettere sotto il tappeto i continui segnali di allarme lanciati dal Dottore: “Sappiamo che abbiamo anche bisogno di migliorare il nostro pacchetto elettronico. Abbiamo fatto alcuni piccoli progressi nelle ultime gare a questo riguardo. Ma sappiamo che abbiamo ancora molto lavoro da fare”. Prima di metà stagione sarà difficile vedere passi avanti, la centralina elettronica non consente ancora la massima precisione di dati ai tecnici Yamaha e ogni volta che si percorre la strada sbagliata si è costretti a tornare indietro. Si procede per tentativi: “Dobbiamo migliorare, la concorrenza in pista ha un comportamento diverso dalla nostra moto. Sappiamo dove intervenire – ha spiegato Matteo Flamigni -, bisogna capire come”.

I SEGRETI DI ZARCO – Resta un punto interrogativo sull’ottimo feeling tra YZR-M1 e Johann Zarco. Tra i motivi del suo successo uno stile di guida che stressa meno la gomma posteriore, frutto di una quinquennale esperienza in Moto2, dove il livello di grip delle gomme è minore rispetto alla MotoGP e il controllo dell’accelerazione ha un ruolo maggiore. Ma perché l’elettronica non causa così tanti problemi al pilota Tech3? “Non so se è lo stesso problema della fabbrica Yamaha, ma sto lavorando dalla mia parte e quando vedo questa differenza cerco di migliorare. L’elettronica non ti aiuta ad avere un’aderenza migliore: quando hai un problema di grip, lavori sulla tua moto [meccanica] . Si tratta più di controllare l’accelerazione che lavorare sull’elettronica”, ha spiegato Zarco a Jerez. Strano che i dati della sua telemetria non riescano a fornire notizie utili per Rossi e Vinales, al di là dei differenti stili di guida: “Hanno tutte le informazioni dai dati e cercano di migliorarsi per risolvere il problema che hanno avuto durante il fine settimana”. Ma non sa  (o non vuole) fornire ulteriori dettagli sui problemi Movistar Yamaha: “Non lo so, quello su cui sto lavorando sta funzionando bene…”.

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