MotoGP: Andrea Iannone “Non ci ho dormito, mi ha mandato fuori di testa”

MotoGP: Andrea Iannone “Non ci ho dormito, mi ha mandato fuori di testa”

Il pilota abruzzese, via social, scrive una lunga lettera per spiegare il suo stato d’animo. La Suzuki (mai nominata…) gli ha tolto il sonno.

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ALCANIZ, SPAIN - SEPTEMBER 23: Andrea Iannone of Italy and Team Suzuki ECSTAR speaks with journalists in hospitality during the qualifying practice during the MotoGP of Aragon - Qualifying at Motorland Aragon Circuit on September 23, 2017 in Alcaniz, Spain. (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Un post lungo, anzi lunghissimo, per spiegare via social il brutto momento. Andrea Iannone ha rivelato al milione di persone che lo seguono su Instagram cosa gli stia passando per la mente.

La Suzuki, mai citata nel messaggio, gli ha tolto il senno. Il pilota abruzzese conferma che i problemi sono gravi, ma assicura che lui non molla e che il 2018 potrebbe essere migliore. Ecco il testo integrale del post. Adesso sarebbe interessante sapere cosa sta passando per la mente ai dirigenti Suzuki…

Non mi sono mai tirato indietro, non mi sono mai trattenuto , non mi sono mai risparmiato, ho sempre rischiato fino in fondo e dato tutto me stesso, sempre, ho sempre cercato di capire, ho sempre provato ad analizzare ogni cosa, sempre da punti di vista diversi, perché la ragione non sta mai solo da una parte, ho anche imparato negli anni a incassare in silenzio, piano piano, una volta ero molto più irruento, e chi mi conosce bene lo sa.  Oggi aspetto che sia il tempo a parlare, per questo rimango zitto. Ma la verità è che non ho dormito per parecchio tempo, la verità è che quest’anno è stato difficile, e lo sarà ancora, veramente dura. Ho provato ad amarla dal primo momento, ho provato a farla innamorare, ho provato a sgridarla, a farla ingelosire, per momenti l’ho anche odiata, ma niente funzionava, non ho saputo come gestirla e questo mi ha mandato letteralmente fuori di testa. Ma lei è sempre lì che mi aspetta. Probabilmente dopo quasi un anno intenso di lavoro abbiamo individuato determinate problematiche che ci regalano una boccata d’aria fresca. Aspettiamo il prossimo campionato con la consapevolezza che il 2018 possa regalarci le emozioni che a mio malgrado quest’anno non è stato possibile farci vivere, volevo solo farvi sapere che io non mollo, che io non mi arrendo e non smetto mai di crederci!

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  1. andreattfan - 2 settimane fa

    Non so esprimere il disgusto nel sentire tante cazz… boiate tutte insieme e protratte nel tempo. La Suzuki ha la colpa di aver preso il pilota di Vasto (visto che non ha il coraggio di nominare la casa che lo paga profumatamente, non merita di essere nominato) sperando che facesse crescere la moto, ma non è mai stato un collaudatore, lui per decenza dovrebbe solo tacere. Le sue mancanze professionali sono innumerevoli e protrarle anche per il 2018 è da masochisti, lo stesso Carlo Pernat ha detto che il matrimonio non si è mai consumato; difficile forse trovare un altro pilota, ma è l’unica soluzione logica e dirimente. Anche se la MotoGP è diventata un “circus”, ancora non è il mondo del calcio, ambiente nel quale un personaggio del genere non sfigurerebbe.

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  2. Peeflow - 2 settimane fa

    La sindrome da “bollito mistico”, che fa così tanto italiano, non ci abbandona mai. Sono così coraggioso che non ho il coraggio di citare la mia moto e la mia squadra con nome e cognome. Sono così bravo da non tirarmi indietro, tranne quando non so cosa fare. Sono così uomo che non mollo, non smetto, non retrocedo. Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi. No, caro Iannone, non funziona così. Funziona che a noi piacciono i piloti di cuore e di palle. Funziona che a noi, a cui non è dato non dico provare, ma neppure avvicinare una MotoGP, piace vedere piloti veri. Non eroi da tragicommedia travestiti da una tuta di pelle. Per quello c’è il cinema. Per chi se lo ricorda, a me piaceva Saarinen. Veniva dal freddo, e nel freddo se ne è andato. Eppure che spettacolo, e quante parole in meno. Non aveva Instagram, ma non aveva neppure scuse. Dai retta, Andrea, parla meno. Dimostra coi fatti che sei uno di quelli buoni, non a parole, che non servono a niente. Meno pagliacciate da guitto, più professionismo da pilota. Forse ti invidieremo di meno la donna, e di più il talento.

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