MotoGP: addio amaro Yamaha-Tech3. Poncharal: “Credo in KTM”

MotoGP: addio amaro Yamaha-Tech3. Poncharal: “Credo in KTM”

Yamaha e Tech3 si lasciano dopo 20 anni di collaborazione e al termine di una stagione deludente. Herve Poncharal spiega i motivi dell’addio e assicura piena fiducia in KTM.

di Luigi Ciamburro
Herve Poncharal

Nel giro di pochi mesi Johann Zarco è scivolato dal secondo all’ottavo posto in classifica MotoGP, una curva discendente inspiegabile che si ricollega agli irrisolvibili e spesso inspiegabili problemi della Yamaha M1. Era arrivato a Le Mans, davanti al suo pubblico, alle spalle di Marc Marquez in veste di eroe nazionale, ma la caduta al settimo giro sembra aver dato il via ad una fase calante irreversibile. A complicare il suo status quo anche l’addio di Tech3 alla casa di Iwata annunciato a inizio stagione, con il team di Herve Poncharal che ha abbracciato calorosamente la nuova avventura con KTM, più stimolante dal punto di vista progettuale ma anche economico.

L’ECLISSI DI ZARCO – Al MotorLand di Aragon Johann Zarco ha incassato il peggior risultato stagionale (14esimo), rispecchiando il trend dei piloti ufficiali Rossi e Vinales, a digiuno da 23 gare e senza podio negli ultimi quattro week-end di gara. Un tunnel senza via di uscita, che diventa ancora più buio quando la mancanza di grip e le alte temperature accentuano l’annoso problema di trazione posteriore della M1. “Non c’è soluzione perché se provi ad andare veloce in curva scivoli”, ha detto il pilota francese. “Se provi a rallentare per avere una migliore accelerazione, la moto non ha accelerazione, quindi non so dove posso andare. Il problema è che quando ti trovi in ​​quella posizione in cui mi trovo ora, è triste perché dai tutto ciò che devi dare e poi ti chiedi persino se sei ok o meno come pilota“. Ogni gara non è più divertimento, nè una sfida contro gli avversari. È una lotta fra il pilota e la moto.

L’ADDIO A YAMAHA – Dopo 20 anni al fianco di Yamaha, il team di Herve Poncharal cambierà rotta dal 2019, ma non poteva esserci modo peggiore per dividersi. “Mentirei se dicessi che questi risultati soddisfano le nostre aspettative“, ha dichiarato il boss IRTA a Motogp.com. “La stagione 2017 è stata eccezionale, ma i test ufficiali e l’inizio dell’anno sono stati altrettanto promettenti. In Qatar siamo partiti dalla pole e abbiamo guidato la gara per la maggior parte del tempo. In Argentina siamo arrivati ​​secondi; Johann è tornato sul podio a Jerez“. Fino a Le Mans sembrava di vivere un sogno, poi i risultati sono venuti meno, la frustrazione ha preso il sopravvento e Aragon sembra aver dato il colpo di grazia: “La migliore M1 è atterrata dietro Honda, Ducati, Suzuki e anche dietro l’Aprilia di Aleix Espargaro. Non possiamo fare nulla da un giorno all’altro e, francamente, non posso spiegarlo“.

IL PROGETTO KTM – La decisione di firmare la partnership con KTM è nata prima di questa debacle. La casa dei Tre Diapason non ha soddisfatto le richieste di Tech3, il colosso austriaco in ascesa ha offerto due moto ufficiali e un contratto triennale sotto l’egida di Red Bull. Herve Poncharal si dice fiducioso in un salto di qualità dal punto di vista tecnico, sottolineando le difficoltà riscontrate nel corso del campionato: il doppio infortunio di Pol Espargarò e Mika Kallio, con Bradley Smith costretto a sopportare l’intero carico di lavoro pur sapendo che dal 2019 non farà più parte di questo progetto. “KTM ha anche piloti che sono in grado di vincere e diventare campioni del mondo, Bezzecchi, Binder o Oliveira. Non ancora nella classe MotoGP, ma non sono preoccupato. Credo nel loro potenziale e anche nella loro determinazione. Non dubito della loro capacità di costruire una moto che si evolverà e presto sarà al top“.

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