Moto2, Sepang: Pecco Bagnaia sul tetto del mondo, è lui il Campione 2018!

Moto2, Sepang: Pecco Bagnaia sul tetto del mondo, è lui il Campione 2018!

Francesco Bagnaia sfrutta appieno il secondo match point e si assicura il titolo nella categoria intermedia grazie al terzo posto in gara. Primo successo mondiale per Luca Marini, che chiude davanti a Miguel Oliveira.

di Diana Tamantini, @dianatamantini

Si chiudono i giochi iridati nella categoria intermedia del Motomondiale, si festeggia un nuovo titolo conquistato da un pilota tricolore: dopo Morbidelli l’anno scorso, la Moto2 parla ancora italiano grazie ad un grande Francesco Bagnaia, autore di una stagione davvero strepitosa e meritatamente campione. Si arrende così Miguel Oliveira, l’ultimo in grado di dargli filo da torcere fino ad ora, secondo a Sepang, ma il team Sky Racig VR46 festeggia doppiamente, visto che arriva anche il primo successo iridato per Luca Marini.

Non si fa in tempo a prendere il via che i piloti sono già in lotta, scombinando sensibilmente quella che era la griglia di partenza: alla fine del primo giro Marini è al comando, seguito dal compagno di squadra Bagnaia e da Oliveira, mentre il poleman Marquez ha perso parecchie posizioni per un errore nelle prime curve. Da registrare anche una prima caduta, quella di Lecuona, ma registriamo in seguito anche i ritiri di Gardner (che stava cercando di resistere all’assalto di Marquez per la quinta piazza), Cardelús, Tuuli, Nagashima, Fernández (apparso dolorante ed evacuato in barella).

La lotta per la vittoria si ridurrà a due piloti, vale a dire Luca Marini e Miguel Oliveira, ma il portoghese non riuscirà mai ad essere così vicino da tentare un attacco ed arriverà così per l’italiano il primo successo mondiale. Ma tutta l’attenzione è per il compagno di squadra Francesco Bagnaia, che con il terzo posto al traguardo è il nuovo Campione del Mondo Moto2. Chiude quarto Mattia Pasini, seguito da Fabio Quartararo e Lorenzo Baldassarri, mentre Alex Marquez è settimo, a precedere Brad Binder, Marcel Schrötter e Joan Mir.

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