Andrea Dovizioso si racconta: l’infanzia, gli affetti e gli avversari

Andrea Dovizioso si racconta: l’infanzia, gli affetti e gli avversari

Andrea Dovizioso si racconta: l’infanzia, gli affetti e gli avversari Il pilota del momento parla del suo privato. Un bravo ragazzo Campione ancora prima di …nascere

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Andrea Dovizioso si racconta sulla Gazzetta dello Sport in edicola mercoledi 14 giugno. L’infanzia, gli affetti e  i sogni del pilota forlivese che dopo i successi al Mugello e Montmelò sta facendo sognare la Ducati e tutto il suo popolo.

BAMBINO – “Se sono un pilota la colpa è di papà Antonio che è moooolto appassionato di motocross. Siciliano di Calascibetta, si è trasferito a Forli all’età di quattro anni. Era convinto che sarei diventato campione del Mondo ancora prima che nascessi. Storie di piloti non me ne ha mai raccontate, al massimo barzellette. Era, ed è ancora, appassionatissimo, molto ignorante su quello che va fatto a livello di preparazione, alimentazione, ma gran smanettone. A 54 anni ha le stesse idee di prima sul correre, non smonta nè lava mai le moto, neanche le mie. E questo mi ha anche abituato a non dover per forza guidare la moto perfetta. Mamma Annamaria, invece, è la classica donna che ha incontrato il babbo e finchè non si sono divisi ha vissuto e conosciuto solo il suo mondo. Non le è mai piaciuto che facessi il pilota, alle gare viene solo per farmi un favore, a casa durante i GP sta in un’altra stanza. Adesso poi è diventata completamente nonna e mi fa andare completamente fuori di testa. Io sono uno riservato, lei lo è diecimila volte di più”.

FIGLIA “Sara è una bambina dolce ma anche molto sportiva ed essere concentrati sullo sport aiuta molto i bambini. Con questo lavoro avere un figlio un pò mi condiziona, serve grande programmazione, tempi di recupero e ti ritrovi a dover incastrare il lavoro con l’essere genitore. Non so se sono un bravo papà ma mi pesa non esserci mai abbastanza.”

COMPAGNA – “Alessandra è entrata nella mia vita a fine 2013. Ci conoscevamo di vista, abbiamo iniziato a farlo davvero a una gara di cross. Il primo passo l’ho fatto io, mi sono dichiarato. Ma anche io piacevo a lei. Abbiamo avuto qualche difficoltà all’inizio ma il nostro è un rapporto di sostanza. E adesso questa per me è la Storia….”

SCUOLA – “Tutti dicono che sono un ingegnere mancato, in realtà a scuola ero pessimo, pensavo solo alle moto. Facevo la geometri perchè vicino a casa, ma mi sono fermato dopo la 1°. Però già a 7-8 anni riuscivo a fare la carburazione, i rapporti e la frizione della mia minimoto. Merito di papà. … Non aver finito la scuola è un peccato a livello di cultura, mi rendo conto che mi mancano certe basi. Ma come maturazione ho imparato molto, molto di più che uno che fa l’università. In questo lavoro devi confrontarti sempre con persone più grandi: o cresci e impari, o sei fregato.”

AVVERSARI  – “Il più divertente è Crutchlow. E in Honda ho imparato da matti da Pedrosa: domenica al Montmelò mi è tornato tutto in mente e mi è servito per fare la mia gara su di lui. Ho imparato da tutti, anche da Iannone, di Lorenzo ammiro precisione e determinazione. E se potessi andare a cena da solo con un mio avversario, mi piacerebbe farlo con Valentino.”

 

 

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