Supersport: Héctor Barberá “Obiettivo? Mi piacerebbe vincere”

Supersport: Héctor Barberá “Obiettivo? Mi piacerebbe vincere”

Dopo tanti anni nel Motomondiale Héctor Barberá guarda alla nuova avventura col team Puccetti: “Sono molto motivato, serviva qualcosa di nuovo.”

di Alessandro Palma

Dopo un periodo alquanto travagliato, Héctor Barberá rialza la testa e si prepara a una nuova sfida. Il pilota spagnolo correrà le ultime quattro gare del Mondiale Supersport col team Kawasaki Puccetti Racing, prendendo così il posto di Sheridan Morais a fianco del giapponese Hikari Okubo.

Classe 1986, Barberá approda all'”universo WorldSBK” dopo ben diciassette anni nel Motomondiale, dove ha esordito nel 2002 nella classe 125cc. Quella svoltasi a Suzuka il 7 aprile 2002 è stata per Barberá la prima di ben 267 gare tra 125cc, 250cc, MotoGP e Moto2 e tra i risultati ottenuti spiccano i secondi posti finali in 125cc nel 2004 e in 250cc nel 2009, dieci vittorie e 32 podi, a cui si aggiunge il titolo di campione Open conquistato in MotoGP nel 2015. Quest’anno il 31enne della Comunitat Valenciana aveva iniziato la stagione in Moto2 col team Pons HP40, ma i risultati non sono stati soddisfacenti (non è andato oltre l’11° posto di Le Mans) e l’arresto per guida in stato di ebbrezza del 7 giugno scorso ha portato la squadra di Sito Pons a licenziarlo.

Mentre tante persone rivolgevano a Barberá insulti e commenti negativi (soprattutto sui social media) per i suoi problemi con la giustizia, Manuel Puccetti ha messo da parte l’aspetto privato della sua vita e gli ha offerto l’opportunità di ricominciare, offrendogli la moto inizialmente affidata a Kenan Sofuoglu e poi guidata da Sheridan Morais. Ció è per Barberá fonte di grande motivazione e questo, oltre alla sua lunga militanza nel Motomondiale, è ciò di cui ha parlato lo spagnolo nell’intervista a noi rilasciata.

Cosa può dirci di questo accordo col team Puccetti?

Sono molto contento ed eccitato per questa nuova avventura. È un progetto molto buono e un cambiamento del genere non può che rappresentare un grande stimolo, dopo 17 anni nel Motomondiale. Il team Puccetti è una squadra vincente e i titoli conquistati negli anni passati lo dimostrano. Inoltre, la moto è competitiva e fin da subito Manuel Puccetti mi ha ispirato fiducia. Credo che possiamo far bene.

Conosce già le persone con cui lavorerà?

Ho avuto modo di visitare la sede del team e di conoscere la gente che in quel momento lavorava sulle moto, ma non ho ancora lavorato con loro e per quello dovremo aspettare i test.

Andrete ai test di fine mese a Portimao?

Probabilmente andremo a provare su un’altra pista, ma dobbiamo ancora definire tutto.

Parliamo della sua lunga militanza nel Motomondiale. È soddisfatto di com’è andata?

Sì. Diciamo che è successo di tutto: ho avuto momenti molto felici, momenti molto tristi, infortuni, momenti in cui mi sentivo molto bene fisicamente…Secondo me la vita è un continuo apprendistato e sono grato per tutte le stagioni che ho potuto disputare nel Motomondiale, perché sono cresciuto molto sia come persona, sia come pilota. Ho anche ottenuto vari successi: in MotoGP ho vinto un titolo nella categoria Open, in 125cc ho ottenuto un terzo e un secondo posto in campionato grazie a vari podi e vittorie e con questi risultati sono anche stato vicecampione in 250cc nel 2009. A volte ho ottenuto meno di quanto avrei potuto, anche per colpa mia, ma nel complesso sono soddisfatto di questi anni, perché mi hanno reso la persona che sono adesso.

Qual è il ricordo più triste che ha? 

Il titolo perso nel 2004 in 125cc. Allora ero il pilota più veloce del campionato, ma ho avuto problemi tecnici in tre occasioni in Malesia, quando ero davvero vicino al titolo (andato poi ad Andrea Dovizioso, ndr), ho commesso un errore e sono caduto.

E il ricordo più bello?

Certamente il titolo di vicecampione in 250cc, perché l’ho ottenuto sulla mia pista di casa, a Valencia, in un periodo molto positivo per me. Quella è stata una gara speciale, perché era l’ultima nella storia della 250cc e in quell’occasione ho battuto piloti davvero forti.

Quanto ha seguito la Superbike, in quel periodo?

Molto poco, soprattutto per i tanti impegni legati al Motomondiale, ma l’ho sempre ritenuto un campionato interessante e quest’anno l’ho seguito più attentamente per la presenza del mio amico Loris Baz (suo compagno di squadra in MotoGP nel biennio 2016/2017, ndr). Sinceramente conosco molto poco di questo mondo e anche per questo sono entusiasta per questa nuova avventura.

Avrebbe immaginato un futuro lontano dal Motomondiale, senza quello che è successo quest’anno e l’opportunità offerta dal team Puccetti?

Quando correvo in Moto2 no, perché ero molto concentrato sul fare bene lì, ma io credo che nulla accada per caso e se è arrivata la possibilità di cambiare aria, evidentemente era destino che accadesse. Aggiungo che l’impossibilità di lottare per la vittoria mi aveva fatto perdere entusiasmo e forse è proprio questa la causa dell’errore che ho commesso quest’anno. Sono molto grato a Manuel Puccetti, perché ha messo da parte la mia vita privata e pensato solo a me come pilota. Spero di ricambiare la sua fiducia con buoni risultati.

Qual è il suo obiettivo per queste quattro gare in Supersport?

Difficile da dire, non avendo ancora provato la moto, ma nella mia testa voglio sempre vincere. So che il livello è davvero molto alto e che devo conoscere le piste di Portimao, Magny Cours e Villicum, ma ho grande fiducia nel team e sono sicuro che andremo forte. Mentirei se dicessi che non punto alla vittoria, ma allo stesso tempo rimango coi piedi per terra, perché per me è tutto nuovo e bisogna andare passo dopo passo. Prima proviamo la moto, poi si vedrà.

 

 

 

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