Superbike 2019: Gabriele Ruiu “Obiettivo top 10”

Superbike 2019: Gabriele Ruiu “Obiettivo top 10”

Dopo aver corso in Argentina e in Qatar Gabriele Ruiu è fiducioso per la sua prima stagione in Superbike col team Pedercini: “Mi trovo bene con moto e team”

di Alessandro Palma

Il debutto del Mondiale Superbike sul circuito argentino di San Juan El Villicum è ricordato non solo per l’ennesima doppietta di Jonathan Rea, ma anche per l’ingresso nella storia della SBK di Gabriele Ruiu.

Reduce da una buona stagione in Superstock 1000 col team Pedercini Racing (dove è arrivato costantemente in top 10), in Argentina Ruiu ha esordito nel Mondiale Superbike con la Kawasaki del team di Volta Mantovana (che aveva appena divorziato da Yonny Hernández) e il quattordicesimo posto ottenuto in Gara 1 ha permesso al ragazzo romano di diventare a 18 anni, 4 mesi e 27 giorni il più giovane pilota a prendere punti nel campionato, battendo di quattro mesi il record stabilito precedentemente da Yuichi Takeda (che nel 1996 vinse da wild card a Sugo a 18 anni, 8 mesi e 27 giorni).

Già questo è un traguardo molto importante, ma all’EICMA Ruiu ci ha detto: “Sinceramente non ci penso molto, perché ho obiettivi ancora più grandi…

Quali?

Mi piacerebbe molto diventare Campione del Mondo, ma ora come ora la vedo difficile (ride). Spero di riuscirci in futuro!

Che bilancio fai dei tuoi primi round in Superbike?

Mi sono trovato molto bene e devo dire che non è stato affatto difficile passare dalla Superstock alla Superbike. Anzi, mi sono trovato molto meglio, perché le prestazioni della moto sono migliori e quindi quello che volevo fare nella Stock, lo facevo in Superbike. I risultati sono stati abbastanza buoni (due volte quattordicesimo in Argentina e 15° in Gara 1 in Qatar, ndr) e se si fosse corsa Gara 2 in Qatar (cancellata per il motivo che riportammo qui, ndr), avremmo fatto un ulteriore step in avanti. Siamo contenti e abbiamo molta fiducia per l’anno prossimo.

Prima di debuttare in SBK hai corso con lo stesso team nell’Europeo Superstock 1000. Com’è andata lì?

È stata una buona stagione: sono arrivato ottavo in campionato, ho ottenuto punti in tutte le gare e mi sono piazzato quasi sempre nella top 10, in un campionato molto combattuto e dal livello davvero alto. Ci aspettavamo di fare di più, ma forse la Kawasaki non era la moto migliore del campionato e in generale non è stato molto semplice adattarsi, dato che era il mio primo anno completo con la 1000cc. In ogni caso, siamo abbastanza contenti di com’è andata.

Ti aspettavi di arrivare così presto in Superbike?

Diciamo che è stato un insieme di circostanze: Yonny Hernández ha lasciato il team prima di Magny Cours (qui ricordiamo cos’è successo, ndr) e Lucio Pedercini mi ha chiamato a sostituirlo negli ultimi due round stagionali. Lucio è poi rimasto soddisfatto del mio rendimento e quindi mi ha offerto di rimanere nel suo team e fare l’intero Mondiale 2019. Non me ne sono ancora reso conto, essendo successo tutto molto in fretta, ma sono molto determinato e voglio continuare a crescere e migliorare come pilota.

Immaginiamo che il tuo punto di riferimento in Superbike sia Jonathan Rea…

È così. Girando insieme a lui ho visto come guida e devo dire che fa davvero la differenza. In particolare, di lui, mi colpiscono la grande padronanza che ha della sua Kawasaki e la capacità di mantenere sempre lo stesso passo. Mi piacerebbe arrivare al suo livello, pur mantenendo il mio stile di guida e il mio modo di approcciare le gare, e intanto cerco di stargli vicino per imparare il più possibile. 

Qual è l’obiettivo tuo e del team Pedercini per la stagione 2019?

Vogliamo andare costantemente a punti e raggiungere la top 10. Sono sicuro che, grazie ai test e a una buona preparazione invernale, riusciremo a raggiungere questo obiettivo.

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