Blog Alex De Angelis: correre o non correre, che dilemma

Blog Alex De Angelis: correre o non correre, che dilemma

Il pilota di Aprilia-IodaRacing ancora in forse per Phillip Island. Spunta l’ipotesi Efren Vazquez ma Alex è sicuro: “Io ci sarò”!

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Alex De Angelis riuscirà a debuttare con l’Aprilia nel Mondiale Superbike in Australia? Al momento è solo un’ipotesi, quasi un sogno. “Io ci sarà sicuramente, non so quanto sarò costante, ma corro”!  Ma il terribile schianto di Motegi, l’ottobre scorso in MotoGP, lo fa ancora penare. Scapola e braccio destro non hanno riacquistato piena funzionalità e gli unici dieci giri che il 31enne sanmarinese ha compiuto giovedi ad Aragon non hanno fugato i dubbi. La voglia  è enorme. I rischi di un rientro affrettato altrettanti. Vediamo perchè.

SCALPITA – Correre in Australia per Alex significherebbe cancellare  in maniera definitiva i brutti ricordi di Motegi. Quegli interminabili minuti immobile a terra, privo di conoscenza, il trasferimento in elicottero in ospedale, il lento recupero. Tornare in pista sarebbe una liberazione dopo mille sofferenze. Sarebbe tornare pilota vero. De Angelis guarda all’Australia con giustificate speranze. Per la prima volta da quando correva in 250 ritrova una moto da posizioni di rango, quell’Aprilia RSV4 RF che ha chiuso il 2015 sbancando il Qatar con Leon Haslam e Jordi Torres. Okay, l’avventura è partita fuori tempo massimo, non c’è stato tempo per fare i test, mentre gli avversari girano ininterrottamente da novembre. Il podio, a breve termine, è impossibile ma fare chilometri sarebbe importante. Per riprendere fiducia, abituarsi alle gomme Pirelli e alle due manche. Phillip Island, per lui, non è una pista come le altre. Senza tornare troppo indietro nel 2013 con la Moto2 fece il record in gara, tutt’ora imbattuto: 1’32”814, arrivando quinto nel mini GP (solo 13 giri) vinto da Pol Espargaro. Sul podio, quella domenica, terzo fu Jordi Torres, che in Australia debutterà con la BMW. Bei duelli ritornano.

RISCHI – Ad Aragon Alex ha constatato che nelle curve a destra la forza del braccio non è ancora sufficiente e deve aiutarsi col corpo. Phillip Island è un tracciato sinistrorso, le svolte a destra sono poche ma serve riflesso, decisione, forza. L’Isola non è roba da piloti a mezzo servizio. Sulla pista più veloce del calendario ogni errore si paga e lo sanno bene i “regulars” della SBK: ogni anno nei due giorni di test che precedono la gara tanti volano via come mosche. Haslam, Camier, Davies e un anno fa Davide Giugliano (due vertebre rotte, quattro gare saltate) hanno pagato pegno. Per questo Alex e il team Ioda stanno valutando cosa fare.

ALTERNATIVE – De Angelis in Australia, in ogni caso, ci sarà. Avrà modo di conoscere l’ambiente e sarà bello rivederlo sorridente nel paddock. Se con la tuta o meno resta in dubbio.  La prima ipotesi: approfittare delle quattro ore di test  lunedi 22 e vedere quali sono le reali condizioni. Nel caso andare avanti pure l’indomani (altre quattro ore) oppure  fermarsi  e passare la RSV4 RF allo spagnolo Efren Vazquez, pilota IodaRacing per la Moto2 che in questo caso farebbe da salvagente. In ogni caso i due giorni di test sono fondamentali per entrambi: non è plausibile presentarsi alle prime qualifiche di venerdi 26 senza un minimo di preparazione, anche perchè gara uno quest’anno è sabato. Neanche il compagno Lorenzo Savadori ha fatto test ma almeno conosce l’Aprilia, seppure in versione Superstock: ha sbancato la coppa del Mondo. Ipotesi 2: il lunedi farli girare entrambi nei test, De Angelis e Vazquez, alternandosi sull’unica RSV4 RF disponibile. Potrebbe essere un valido compromesso, per altro è improponibile che Alex abbia l’energia per girare quattro ore al giorno. Ipotesi 3, la meno accattivante per tutti, pilota e appassionati: rinunciare a Phillip Island e magari saltare anche la successiva tappa in Thailandia per entrare in scena da Aragon, il 2 aprile. Alex, correre o non correre: questo è il grosso dilemma.

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