8h Suzuka: trionfo HARC-PRO Honda, Schwantz ed il Team Kagayama sul podio

8h Suzuka: trionfo HARC-PRO Honda, Schwantz ed il Team Kagayama sul podio

Successo Honda, Yoshimura 2°

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Per conquistare la vittoria nella più prestigiosa competizione motociclistica del Sol Levante, tanti possono essere gli elementi del successo: una moto competitiva, strategie ben studiate a tavolino, un equipaggio di 2/3 piloti omogeneo in termini di tempi sul giro, meccanici velocissimi nei pit-stop, ma soprattutto non commettere errori. Mai sbagliare, mai lasciare agli avversari l’opportunità di sfruttare grandi, piccole sbavature che posson risultare decisive in più di 200 tornate del celebre tracciato dell’ottovolante da percorrere. Questa è la 8 ore di Suzuka, questa è una gara unica nel suo genere, da interpretare, da non sbagliare, dove risulta determinante il non lasciare nulla al caso e districarsi al meglio tra gli imprevisti presentatisi nel cammina. In una 36esima edizione rocambolesca con temperature torride costantemente al di sopra dei 30° (eccezion fatta per una “finestra” di pioggia nell’ultima ora di gara), il team HARC-PRO Honda, una delle due squadre di riferimento HRC per l’evento, si è aggiudicata la vittoria lasciando a 1’51” i più diretto inseguitori di Yoshimura Suzuki e ad 1 giro il Team Kagayama (sul podio con il “Dream Team” formato dallo stesso Yukio Kagayama, Noriyuki Haga e l’eccezionale ritorno alle competizioni di Kevin Schwantz) con il trio formato da Takumi Takahashi, Leon Haslam ed il nuovo più giovane vincitore di sempre Michael van der Mark artefici di un trionfo da incorniciare costruito sin dalle prime prove della giornata di giovedì. Lavorando sulla costanza di rendimento (sempre sul passo del 2’09-2’10”), l’equipaggio #634 ha di fatto dominato la scena per come si è poi effettivamente sviluppata la contesa. Al via Takahashi, capoclassifica di campionato dell’All Japan Superbike e dall’autunno scorso promosso dalla HRC in qualità di tester per i programmi MotoGP (RC213V e la nuova “Production Bike Racer” per la stagione 2014), al 20° minuto di gara ha “cambiato passo”: doppio sorpasso nel corso dell’undicesimo a scapito della Yamaha YART di Broc Parkes (alla curva 1) e sull’allora leader Takuya Tsuda (all’Hairpin) su Yoshimura Suzuki, prima “fuga” costruendo un vantaggio di 9″ sulla Fireblade #11 di F.C.C. TSR Honda, ridotto a soli 5″ dopo il primo valzer dei pit-stop. Michael van der Mark più giovane vincitore di sempre Con Leon Haslam salito in sella alla Honda #634 e Jonathan Rea sulla #11, la seconda ora di gara è risultata decisiva per la classifica finale. Il pilota nordirlandese con uno “stint” formidabile (sempre sul 2’09” basso, siglando oltretutto il giro più veloce in 2’08″827), ha raggiunto e superato il suo attuale compagno di squadra in Pata Honda nel Mondiale Superbike, restituendo il testimone a Ryuichi Kiyonari. Caduto nel Warm Up della mattinata tanto da obbligare il team F.C.C. TSR a correre con la seconda moto (la “T11”), il tri-Campione del British Superbike e quattro volte vincitore della 8 ore ha rovinato tutto con un brutto highside all’altezza della seconda di “Degner”, stesso punto dove incappò in una caduta simile lo scorso anno ma, ironia della sorte, all’epoca proprio con gli attuali rivali di HARC-PRO. Riuscito miracolosamente a risalire in sella e riportare la moto ai box, per Technical Sports Racing non c’è stato nulla a fare: ritiro definitivamente annunciato poco prima dello scoccare della terza ora alle 14:20 in punto, addio velleità di tris dopo i successi del 2011 (con lo stesso Kiyonari) e dello scorso anno con Jonathan Rea e Kousuke Akiyoshi, quest’ultimo grande assente dell’evento per la recente frattura alla gamba sinistra rimediata nelle prove dell’All Japan Superbike a Tsukuba. Fuori gioco l’equipaggio da molti indicato come il favorito per la vittoria finale, il trio di HARC-PRO Honda ha amministrato e consolidato il vantaggio sfruttando le disavventure di Yamaha YART (problemi tecnici) e, soprattutto, Yoshimura Suzuki: un “stop and go” di 30 secondi per velocità eccessiva in corsia box al terzo pit di Takuya Tsuda, ma anche una scivolata a metà gara di Joshua Brookes. Con gli errori altrui, legittimando questa affermazione con una strategia perfetta e inappuntabile, il team HARC-PRO Honda ritorna così alla vittoria dopo il successo del 2010 con sempre Takumi Takahashi e Ryuichi Kiyonari (più Takaaki Nakagami, attuale protagonista del mondiale Moto2, in qualità di “riserva”) per quella che rappresenta la 26esima affermazione in 36 edizioni della 8 ore per la casa dell’ala dorata, la settima per la CBR 1000RR, l’ottava consecutiva per la Bridgestone imbattuta dal 2006. La lotta delle prime fasi di gara Un successo sensazionale per la compagine che ha lanciato diversi talenti del motociclismo giapponese (i fratelli Hiroshi e Shuhei Aoyama, ma non solo) diventando negli ultimi anni, grazie all’apporto del main sponsor MuSASHi e della HRC, uno dei top team dell’All Japan Superbike e della 8 ore di Suzuka lanciando nell’olimpo il proprio pupillo Takumi Takahashi, Leon Haslam (vittoria alla seconda presenza dopo l’esperienza del 2008, meglio di papà Ron secondo nel 1979) ed uno straordinario Michael van der Mark, il più veloce dell’equipaggio nelle qualifiche ufficiali in 2’07″260 il tutto all’esordio assoluto a Suzuka, in sella ad una Superbike e con le Bridgestone, il primo pilota olandese nell’albo d’oro ed il più giovane pilota di sempre a conseguire un simile risultato a 20 anni, 9 mesi e 2 giorni, biglietto da visita per costruirsi un avvenire di successo con la casa dell’ala dorata. Occasione mancata per Yoshimura Suzuki A contrapporsi alla festa di HARC-PRO Honda, c’è la comprensibile delusione del leggendario e glorioso team Yoshimura Suzuki. Inavvicinabile sul “passo” nelle prove (rendimento costante nel 2’08”), con una penalità di 30″ comminata a Takuya Tsuda per velocità eccessiva in corsia box e la scivolata poco più tardi a firma di Joshua Brookes (protagonista del British Superbike con TAS Suzuki, quest’anno impegnato anche al Tourist Trophy e North West 200), la formazione fondata da Pop Yoshimura ha accusato 1 giro di svantaggio dall’equipaggio #634 mancando il “pokerissimo” cercato dalla quarta affermazione conseguita nel 2009 dopo i precedenti successi del 1978, 1980 e 2007. Tutto rimandato all’anno prossimo, pur con note positive per quanto concerne l’operato di Tsuda, ad un soffio dalla pole e tra i più veloci sul giro anche in gara (non è un caso che sia già stato ingaggiato dalla Suzuki in qualità di tester per il progetto MotoGP 2015), del sempreverde Nobuatsu Aoki e dello stesso Joshua Brookes, al secondo gettone di presenza dopo l’esperienza con Sakurai Honda del 2008, ma suo malgrado protagonista di una scivolata nel tentativo di ricucire il gap dalla vetta. Kevin Schwantz terzo al ritorno in gara!“Dream Team Kagayama” sul podio con Haga, Kagayama e Kevin Schwantz Era stata definita come un’operazione “nostalgia”, ma il progetto del Team Kagayama, squadra istituita nel 2011 dallo stesso Yukio Kagayama al ritorno in madrepatria dopo 8 anni trascorsi in Europa tra World e British Superbike, ha prodotto un sensazionale podio all’esordio con il terzo posto finale senza commetter errori, scrivendo una nuova pagina di storia dell’evento e del motociclismo. Con Yukio Kagayama e Noriyuki Haga in sella praticamente senza soste (4 “stint” ciascuno), sale sul podio all’eccezionale ritorno in gara a 18 anni dal ritiro annunciato al Mugello nel 1995 con la sola parentesi del Bol d’Or 2004 (al via con una Suzuki GSX-R 1000 Superstock) il leggendario Kevin Schwantz, a 49 anni compiuti non distante dai tempi dei suoi compagni di squadra nelle prove (2’10″907 contro il 2’08″751 di Kagayama ed il 2’08″438 di Haga), sceso in pista nel corso della gara soltanto per lo “stint” centrale dove ha viaggiato sul 2’14” accarezzando a tratti il secondo posto finale. Un ritorno da sogno per il texano Campione del Mondo 500cc 1993, una sfida vinta nella speranza di rivederlo in pista anche l’anno prossimo: la classe, se sei una leggenda, non ha età. Punti importanti in ottica EWC per S.E.R.T., GMT94, fuori BMW Vicino al podio sfumato soltanto nel finale anche i Campioni del Mondo Endurance in carica (con 13 titoli EWC all’attivo) di Suzuki S.E.R.T., quarti assoluti con Vincent Philippe, Anthony Delhalle e Julien Da Costa passati ora al comando del Mondiale di categoria con 3 punticini di vantaggio rispetto a Yamaha YART, scattati dalla pole grazie al recordman Katsuyuki Nakasuga (affiancato dai titolari Broc Parkes e Josh Waters), ma penalizzati da diversi problemi tanto da transitare sul traguardo soltanto in ottava posizione. Conclude così in quinta piazza l’altro team dell’EWC dei Campioni del Mondo 2004 di Yamaha GMT94 con David Checa, Kenny Foray e Matthieu Lagrive, ritiro anticipato dopo ben due cadute per BMW Motorrad France Team Thevent con Erwan Nigon affiancato dal solo Jason Pridmore a seguito dell’infortunio di Damian Cudlin (frattura alla tibia sinistra) rimediato giovedì. Problemi tecnici hanno penalizzato anche l’atteso equipaggio di Honda TT Legends formato dal 20 volte vincitore al Tourist Trophy John McGuinness, Simon Andrews e Michel Rutter, 22esimi e doppiati di 15 giri, preceduti sempre in ambito EWC dal Bolliger Team Switzerland (11° con il trio elvetico Horst Saiger, Roman Stamm e Daniel Sutter) e dal Team R2CL, a sorpresa in piena top-10 grazie a Gwen Giabbani e Dylan Buisson. Suzuki S.E.R.T. miglior team dell'EWC Restando nel “Vecchio Continente”, la prima moto italiana nell’ordine d’arrivo è la Ducati 1199 Panigale del Banner Racing in 30esima posizione, mentre Daniele Veghini, unico nostro portabandiera al via, è stato costretto alla resa nelle prime fasi di gara per una caduta del proprio compagno di squadra Levy Day in sella alla Aprilia RSV4 del Team Over & Moto Italiana Suzuka #30. Possibilità di rifarsi l’anno prossimo con la 37esima edizione dell’evento collocata provvisoriamente nel calendario in data 27 luglio, con HARC-PRO Honda per la seconda volta detentore del trofeo. Coca-Cola Zero Suzuka 8 hours 2013 Classifica Finale 01- MuSASHi RT HARC-PRO Honda – Honda CBR 1000RR – Takahashi/Haslam/van der Mark – 214 giri 02- Yoshimura Suzuki Racing Team – Suzuki GSX-R 1000 – Tsuda/Aoki/Brookes – + 1’51.996 03- Team Kagayama – Suzuki GSX-R 1000 – Kagayama/Schwantz/Haga – a 1 giro 04- Suzuki Endurance Racing Team – Suzuki GSX-R 1000 – Philippe/Delhalle/Da Costa – a 1 giro 05- Yamaha France GMT94 Michelin – Yamaha YZF R1 – Checa/Foray/Lagrive – a 2 giri 06- Honda Team Asia – Honda CBR 1000RR – Kamaruzaman/Takahashi – a 3 giri 07- TOHO Racing with Moriwaki – Honda CBR 1000RR – Yamaguchi/Itoh/Watanabe – a 4 giri 08- Monster Energy Yamaha YART – Yamaha YZF R1 – Nakasuga/Parkes/Waters – a 4 giri 09- Honda Kunamoto Racing – Honda CBR 1000RR – Yoshida/Kojima/Tokudome – a 6 giri 10- Team RC2L – Suzuki GSX-R 1000 – Buisson/Shinjo/Giabbani – a 7 giri 11- Bolliger Team Switzerland – Kawasaki ZX-10R – Saiger/Stamm/Sutter – a 7 giri 12- EVA RT Test Type-01 Trick Star – Kawasaki ZX-10R – Serizawa/Deguchi/Izutsu – a 7 giri 13- RS-Itoh & Asia – Kawasaki ZX-10R – Higashimura/Iwasaki/Murakami – a 7 giri 14- Honda Hamamatsu Escargot – Honda CBR 1000RR – Kuboyama/Nakatsuhara – a 9 giri 15- Confia H.M.F. LunaSol Japan – Suzuki GSX-R 1000 – Suma/Hasegawa/Takamiya – a 11 giri 16- Team38 PS-K – Kawasaki ZX-10R – Karita/Keyes/Yamashita – a 11 giri 17- Team JP Dog Fight Yamaha – Yamaha YZF R1 – Fujita/Kimura/Tamura – a 13 giri 18- Honda Ryokuyoukai Kunamoto – Honda CBR 1000RR – Mitaori/Ohashi/Mori – a 15 giri 19- MotoMap Supply – Suzuki GSX-R 1000 – Konno/Teramoto/Nakamoto – a 15 giri 20- Iwata Racing Family – Yamaha YZF R1 – Ueno/Sawamura/Nishimura – a 15 giri 21- Winner Z-Tech – Suzuki GSX-R 1000 – Kunimatsu/Yoshida – a 15 giri 22- Honda TT Legends – Honda CBR 1000RR – McGuinness/Andrews/Rutter – a 15 giri 23- Hamamatsu Team Titan – Suzuki GSX-R 1000 – Shimizu/Inijki/Ohshiro – a 16 giri 24- Dog Fish O-Tec Suzuka – Honda CBR 1000RR – Ohuchida/Akimoto/Watase – a 16 giri 25- RS Garage Harada Himeji – Kawasaki ZX-10R – Harada/Okamura/Tanaka – a 16 giri 26- Dog House & Higuchi – Suzuki GSX-R 1000 – Higuchi/Iwatani – a 16 giri 27- Team Flembbo Leader Team – Kawasaki ZX-10R – Demarey/Nishijima/Prosenik – a 17 giri 28- B-Square Racing & Osaka SAM RT – Kawasaki ZX-10R – Tanaka/Ohita/Sato – a 17 giri 29- Honda Sayama Racing & Hamamatsu – Honda CBR 1000RR – Yamashita/Ishizuka/Ohyama – a 19 giri 30- Banner Racing H-K-C – Ducati 1199 Panigale – Kaneda/Dan/Asahina – a 19 giri 31- Motobox Kremer Racing – Suzuki GSX-R 1000 – Scherrer/Paavilainen/Bauer – a 19 giri 32- SNDheater Human-Revo DRAG Roadway ACtech – Suzuki GSX-R 1000 – Sagoh/Hisadumi – a 19 giri 33- La Bellezza Speed & Kumamon – Ducati 1199 Panigale – Itami/Hori/Toda – a 19 giri 34- Hamamatsu 8H Team – Yamaha YZF R1 – Tonari/Nakao/Izumi – a 20 giri 35- Yamashina Kawasaki – Kawasaki ZX-10R – Mizusawa/Yamasaki/Matsumoto – a 22 giri 36- Team Sugai Racing Japan – Ducati 1199 Panigale R – Sugai/Kamatani – a 22 giri 37- Team Little Wing – BMW S1000RR – Miyazaki/Yamauchi – a 23 giri 38- Honda Dream Takasaki B’WISE RT – Honda CBR 1000RR – Shimizu/Sakurai/Kobayashi – a 24 giri 39- Hinoseiki Iwaki & T2 with Autoboy – Suzuki GSX-R 1000 – Yamauchi/Wada/Takano – a 25 giri 40- Team Vital Spirit Shark Energy Drink – BMW S1000RR – Saiki/Tsujimoto/Soma – a 25 giri 41- Team Karbar Cafe Racing From Shiga – Kawasaki ZX-10R – Morimoto/Nakajima – a 26 giri 42- Motorrad Toyota Nagasaka – BMW S1000RR – Noda/Nakamura/Sasaki – a 26 giri 43- Honda Kouyoukai Dream – Honda CBR 1000RR – Kurayama/Nakamura – a 31 giri 44- Honda Suzuka Racing Team – Honda CBR 1000RR – Yasuda/Hiura/Kitaguchi – a 34 giri 45- Team Etching Factory – Yamaha YZF R1 – Nakaoka/Hayashi/Fukami – a 35 giri 46- IMT satoracing – Yamaha YZF R1 – Sato/Inagaki/Yasutomi – a 35 giri 47- KTM Hamaguchi Bakuon Racing – KTM RC8R – Fujishima/Dairaku/Hamaguchi – a 40 giri 48- Honda Dream RT Sakurai Honda – Honda CBR 1000RR – Stauffer/Hook – a 48 giri 49- Motobum & Ishigaki Island – Honda CBR 1000RR – Kunikawa/Ohki/Matsukawa – a 50 giri 50- Honda EG Racing – Honda CBR 1000RR – Kuribayashi/Honda – a 51 giri Alessio Piana (Twitter: @AlessioPiana130)

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