Superbike 2018: “Team privati, con il nuovo regolamento spenderemo di più”

Superbike 2018: “Team privati, con il nuovo regolamento spenderemo di più”

Dorna dice che le nuove regole serviranno ad equilibrare le prestazioni. Gianni Ramello, proprietario di Go Eleven, sostiene che…

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Il team Go Eleven sullo schieramento di Jerez, Mondiale Superbike 2017

Passano le settimane, i test 2018 si avvicinano e il futuro tecnico della Superbike del futuro resta avvolto nella nebbia. Dal giorno dell’annuncio, il 25 ottobre scorso, nessuno si è preso la briga di spiegare senso e dettagli della grande rivoluzione. Che pochi (o nessuno?) hanno capito. L’impressione, almeno in superficie, è che il promoter sia riuscito a scontentare tutti, perfino i team privati, che nelle intenzioni di Dorna dovrebbero essere i massimi beneficiari. Ecco come la pensa Gianni Ramello, (in primo piano nella foto d’apertura),  proprietario del team Go Eleven che sarà al via con un’unica Kawawasaki ZX-10R affidata allo spagnolo Roman Ramos.

Dal 2018 per preparare la moto bisogna per forza usare “concession parts” o “approved parts” fornite dalla Casa o da un supplier indicato dalla casa stessa. Questo significa che non c’è più possibilità di scelta. Non avremo più scuse, adesso il materiale ufficiale in parte c’è. Ma a che prezzo?

Già, chi ha stabilito il costo delle parti in concessione?

“Penso Dorna, non saprei se di concerto con la Federmoto o da soli. L’idea di base è buona, quello che non va è indicare un prezzo massimo di ciascun pezzo. E’ chiaro che ciascuna Casa applicherà il massimo. Non abbiamo più spazio di contrattazione.”

Pare che la Suzuki non sia pronta a seguire le regole.

“Dalle informazioni che abbiano noi è così. Nè la Suzuki tanto meno  fornitori ufficiali hanno previsto di fornire parti speciali ad eventuali team impegnati nel Mondiale Superbike. Magari la situazione cambierà a breve, ma adesso è così”.

Le moto 2017 saranno ancora utilizzabili?

“Il regolamento è molto nebuloso. Da quello che siamo riusciti a capire, occorre che le  “approved parts ”, come da punto 2.3.18, siano approvate da Fim prima di essere usate. Questo significa che se utilizzo del materiale artigianale, disegnato e studiato da noi stessi o da qualche artigiano che l’ha costruito magari in cambio di una piccola sponsorizzazione, prima di poterlo usare dovrà essere omologato, spendendo altri soldi. Inoltre i componenti motori delle “concession parts” dovranno essere marchiate con il suo numero seriale, numero della versione e fotografata. Ad oggi quindi non sappiamo se i componenti 2017 tipo testata, valvole, alberi a camme, molle valvole, si possono usare o meno.”

Da regolamento, le “concession parts” devono essere disponibili entro il 10 gennaio. Il 24 febbraio si corre in Australia…

“La tempistica è irreale, credo che servirà una deroga almeno per le prime due gare (il 25 marzo c’è la Thailandia, ndr). Per averle entro 10 settimane bisogna pagarle prima, non entro il 10 gennaio. Se le pago entro il 10 gennaio mi arrivano dopo 10 settimane!

Il regolamento impone anche che le parti speciali vadano pagate al 10 gennaio.

“In quel periodo i contratti di sponsorizzazione 2018 saranno ancora da definire. Si e’ mai visto qualcuno acquistare qualcosa senza sapere se poi avra’ i soldi per pagare? Secondo me Dorna poteva garantire le Case sui pagamenti evitando cosi’ ai Team privati un bagno di sangue anzitempo. Non ci sono solo le parti da pagare, ma anche i viaggi in Australia e Thailandia. Nei primi mesi dell’anno spenderemo tantissimo, senza avere incassi.”

Come si poteva risolvere?

“La Dorna eroga dei benefit ai Team, ha in mano il denaro, per cui poteva mettere una sorta di fidejussione o garanzia di sei mesi e se il Team non onorava gli impegni con i fornitori li avrebbe trattenuti dai benefit. A questo punti i tempi tecnici non ci sono, ammettendo che a metà gennaio ci sia il materiale, metti due settimane per preparare la moto, a fine gennaio le casse partono per l’Australia. Sarà impossibile fare test.”

Con le regole nuove correre in  Superbike non doveva essere più economico?

“Al contrario, spenderemo molto di più. Prima la Kawasaki forniva le parti motore ed i motori al prezzo di listino con un determinato sconto frutto degli accordi commerciali con ogni team. Poi il team procedeva alla preparazione degli stessi e in questa fase avevamo margine di trattativa con il preparatore. Con l’introduzione del price cup le stesse parti costano molto di piu’ e non vi sono sconti. Con il nuovo sistema introdotto una testata  costa piu’ del doppio, un forcellone almeno il 40% in piu’ che a farlo in proprio o con l’ausilio di uno specialista. 

Alcuni si lamentano dei costi accessori che Dorna carica sui team.

“Non è corretto, Dorna fa pagare solo il servizio di Clinica Mobile e le gomme. Se dovessimo comprarle direttamente spenderemmo di più. Il promoter ci dà un buon aiuto in termini di franchigia chilogrammi per le trasferte extraeuropee, contributi per le gare extraeuropee e un bonus di fine anno. E’ un buon aiuto, indispensabile per i privati. Non sono cifre molto elevate ma noi di Goeleven siamo contenti. Non so quanto prendano i team ufficiali.”

Dorna dice che con queste nuove regole vinceranno anche i privati…

“Se ha tanti soldi, può essere. Ma nelle nostre condizioni è impossibile, anzi rischiamo che il gap aumenti.  Non era più facile mettere a disposizione dei privati moto fornite dalle Case pronte per le gare, come succede in MotoGP, magari a prezzo calmierato?”

La Ducati sostiene che con queste regole forse rivedranno loro strategia d’impegno. Che ne pensi?

“Se una Casa vince troppo le altre avranno libertà di fare aggiornamenti,  da regolamento e’ previsto che si potra’  intervenire anche sui giri motore. A questo punto che interesse c’è a vincere, se vincendo dai vantaggio agli altri? E poi il parallelo tra i risultati della Casa e dei rispettivi team privati è il colmo…” 

Cioè?

“Se la nostra Casa di riferimento (Kawasaki, ndr) vince troppo le stesse penalizzazioni (esempio: riduzione dei giri motore, ndr) ricadranno anche sui rispettivi team privati. Per cui se la mia casa madre vince troppo, io privato che corro con tanti sacrifici, sarò penalizzato, con il rischio di perdere altre posizioni rispetto a squadre meno performanti. Mi sembra assurdo”. 

Dorna dice di aver ascoltato tutti per stilare le regole.

“E’ vero, ha chiesto anche a noi, qualcosa ha recepito ma non tanto. Loro vanno avanti con le loro convinzioni e penso anche contro le Case. Sono convinto che abbiano fatto tutto in buona fede, per venirci incontro, ma il risultato finale non è detto che sarà quello prefissato.”

Dorna vi ha dato informazioni sulla copertura TV 2018 in Italia?

Non ne so niente. Leggo che Mediaset potrebbe relegare la Superbike su Italia2. Sarebbe un disastro in termini di immagine, specie per noi privati che già ne abbiamo poca.”

Perché la Superbike non piace più come prima?

“Cio’ che ha portato meno audience e meno spettatori  in questi ultimi anni e’ dovuto alla proliferazione di regole sempre piu’ complicate, ai costi molto elevati per essere competitivi e al format di gara. Il privato e’ stato il piu’ penalizzato in questo, basti pensare che con la Superpole vecchio stampo ogni pilota stava sotto i riflettori per tre minuti, e lo sponsor che da casa poteva vedere il proprio logo sulla moto. Adesso ci inquadrano qualche volta, arriviamo dieci volte nei primi dieci e non ci vede nessuno.”

Quali sono i problemi più grossi?

“Le gare spalmate tra sabato e domenica comportano un raddoppio o triplicazione delle spese per il pubblico. L’altro problema è  correre sulle stesse piste del MotoGP, chiaro che la gente va a vedere la top class. Vi siete mai chiesti perché le più alte affluenze sono a Imola, Buriram e Magny Cours, dove la MotoGP non corre?”

Dorna vuole creare spettacolo avvicinando i privati alle posizioni i vertice….

“Non ci sono premi gara, non veniamo pagati in nessun modo in base ai risultati pertanto arrivare terzi o decimi non ci da’ alcun benefit, se non la nostra soddisfazione personale. Perché dovrei spendere più soldi per puntare al podio? Inoltre con le Case direttamente impegnate sarà difficile che i privati si avvicinino. I problema sono i soldi. Dorna gestisce uno spettacolo e noi che lo spettacolo lo facciamo non veniamo pagati in nessun modo. Se girassero soldi, i team privati potrebbero crescere e diventare competitivi. Se invece bisogna rovinarsi economicamente o chiedere aiuto ai piloti, significa che qualcosa non funziona. Spero di sbagliarmi e che Dorna abbia centrato il bersaglio…”

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