Cristiano Ronaldo e Leo Messi, Niki Lauda e James Hunt, John McEnroe e Bjorn Borg. Le rivalità sono sempre state una delle più accese ragioni di confronto in ogni disciplina sportiva. I tifosi dell’uno o dell’altro esaltano il proprio beniamino e non perdono occasione per denigrare il rivale. Lo fannoelencando aneddoti, palmarés e qualsiasi statistica si presti a sostenere le proprie ragioni. È uno scontro destinato a non avere vincitori. Se è vero che al cuor non si comanda, è altrettanto vero che schierarsi a favore dell’una o dell’altra fazione è in fin dei conti una questione soggettiva.
Una delle rivalità più iconiche, nello sport in generale e in quello italiano nello specifico, è quella che ha segnato il mondo delle due ruote: quella tra Max Biaggi e
Valentino Rossi. In un certo senso non è nemmeno stata la prima. Sempre nelle due ruote, anche se non a motore, già esisteva
l’accesa rivalità tra Fausto Coppi e Gino Bartali, con relativi sostenitori. Ma quella tra Biaggi e Rossi è diversa. Più accesa, più recente e avvenuta in uno sport, il motociclismo, con molto più seguito rispetto al ciclismo.
I protagonisti sono noti. Da un lato
Valentino Rossi, marchigiano classe 1979, istrionico e figlio d’arte, con una carriera che fin da subito sembra legittimare la nomea di ragazzo prodigio. Dall’altro Max Biaggi: romano, classe 1971, campione con la passione per il jet set e propenso all’emotività. Proprio questo aspetto è stato una delle costanti negli scontri tra i due. Se Rossi in pista era freddo e robotico, Biaggi era molto più istintivo e incline a reazioni a caldo. Quando si dice andare in tilt si fa riferimento proprio a questo. Come ben sanno i giocatori di poker, mondo grazie al quale l’espressione è entrata nel lessico sportivo, la
perdita di lucidità può determinare improvvisi peggioramenti nelle prestazioni. Una situazione che, tra Rossi e Biaggi, ha visto spesso più volte protagonista proprio il pilota romano.
L'antipatia tra i due risale a quando Rossi iniziava le sue vittorie in classe 125, mentre Biaggi già era protagonista nella superiore classe 250. In occasione di una vittoria nel GP del Mugello, il pilota marchigiano festeggiò portando in moto una bambola gonfiabile durante il giro d’onore. In molti ci lessero una frecciata a Biaggi. La bambola ricordava Claudia Schiffer, e in quel periodo il pilota romano era spesso sui rotocalchi associato alla modella Naomi Campbell. In occasione del GP di Suzuka ci fu poi un memorabile scambio di battute. Quando qualcuno chiese a Rossi se poteva essere considerato il Biaggi della 125, lui obiettò che al limite era Biaggi a dover essere considerato il Rossi della 250.
I toni furono destinati a crescere quando, inevitabilmente, i due arrivarono a correre insieme nella classe regina, la 500 poi diventata MotoGP. Memorabile lo scontro al GP del Giappone del 2001. Biaggi si difese da un tentativo di sorpasso di Rossi utilizzando un gomito e quest’ultimo, quando riuscì successivamente a sorpassarlo, gli rivolse un poco sportivo dito medio. Alla premiazione del GP di Barcellona poi avvenne dietro le quinte uno scontro. Non si chiarirono mai totalmente le modalità, se solo verbali o anche fisiche, ma chi doveva consegnare i premi sul podio si rifiutò di farlo per protesta.
L’anno successivo, al GP d’Inghilterra 2002, all’ultimo giro Rossi aveva un vantaggio talmente ampio su Biaggi da concedersi un arrivo a velocità ridotta e senza controllare il manubrio. Biaggi, sopraggiungendo dopo il traguardo, gli passò a breve distanza a piena velocità. Il marchigiano commentò in maniera sprezzante la manovra del romano, che dal canto suo si giustificò sostenendo di aver semplicemente mantenuto il distacco dal terzo posto. Non sono mai mancati nemmeno i battibecchi fuori dalla pista. Entrambi i piloti hanno fatto dei test con le Ferrari da Formula Uno, nel 2006. Le prestazioni non perfette di Rossi furono commentate sarcasticamente da Biaggi.
Col passare del tempo, comunque, la rivalità è andata scemando, per cessare quasi del tutto col passaggio di Biaggi alla categoria Superbike nel 2007. Non più impegnati nel medesimo campionato, i due si sono scambiati segnali di distensione, finendo per farsi a vicenda i complimenti in occasione dei titoli Superbike vinti da Biaggi. Da ultimo, del ritiro dall’agonismo di Rossi.
Forse i toni aspri di una volta sono ricomposti, ma sulla quale i tifosi continuano a schierarsi agli antipodi. Non ci sono più state rivalità come quella tra Rossi e Biaggi. Anche i piloti che li hanno seguiti
sono risultati molto differenti in pista e fuori. L’unica cosa che si può fare è ripercorrere la storia dei loro scontri. I meno tifosi possono limitarsi ad apprezzare una rivalità sportiva come ce ne sono state poche altre.