MotoGP Phillip Island, perché il GP non è stato anticipato a sabato?

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MotoGP: perchè in Australia non si è corso di sabato?
Il meteo pessimo per domenica era annunciato da giorni, eppure la MotoGP è rimasta fedele al programma originale e a Phillip Island ha perso il Gran Premio.
La domanda che molti si fanno è semplice: perché non è stato replicato il piano del 2023, quando la gara lunga venne anticipata al sabato? A rispondere è Massimo Rivola, che invita a non considerare quella soluzione come scontata.
Il sabato, a differenza della domenica, la Sprint si è disputata su pista asciutta, con la vittoria di Marc Márquez davanti al fratello Alex e a Fabio Di Giannantonio. Ma secondo il CEO di Aprilia, intervistato da Speedweek, le previsioni della vigilia non garantivano affatto che quelle condizioni avrebbero permesso di correre una gara più lunga. Della cancellazione e della passerella di saluto ai tifosi abbiamo parlato nel nostro articolo MotoGP, addio a Phillip Island senza gare: passerella di saluto ai fan con Miller-show.

Anche il sabato era a rischio

"In realtà anche sabato doveva peggiorare parecchio dal pomeriggio, quindi proprio dalla Sprint. Per oggi erano previsti freddo e pioggia continui, ma non una pioggia così forte come quella della notte precedente", ha spiegato il manager italiano.
La questione, quindi, non si riduce al fatto che la MotoGP abbia mantenuto il programma nonostante le previsioni negative per la domenica: anche la finestra del sabato appariva incerta. Alla fine la Sprint si è corsa, mentre domenica, dopo diversi rinvii, sono state cancellate tutte le gare.

L'elicottero, il fattore imprevisto

A determinare lo stop della MotoGP è stata la scarsa visibilità, che impediva l'impiego dell'elicottero medico. Un elemento che lo stesso Rivola ammette di non aver messo in conto: "Personalmente non avevo considerato il problema dell'elicottero. Dire adesso che forse avremmo potuto correre sabato è troppo facile col senno di poi".
Nelle stesse ore il numero uno di Noale ha anche messo in dubbio che l'annullamento rappresenti davvero un grande vantaggio per le speranze iridate di Jorge Martin.

Il precedente del 2023

Il confronto con il 2023 resta inevitabile. Allora, per il peggioramento annunciato, gli organizzatori scambiarono Sprint e Gran Premio: la gara lunga si corse il sabato, la Sprint fu spostata alla domenica. Moto3 e Moto2 rimasero in programma la domenica, con sessioni di warm up aggiuntive e partenze anticipate di un'ora.
Nemmeno così si riuscì a completare il programma: la gara Moto2 fu interrotta in anticipo e la Sprint MotoGP venne poi cancellata. Quel piano salvò almeno il Gran Premio della classe regina, ma dimostrò anche che un calendario rivisto può limitare solo in parte i danni del maltempo.
Per Rivola, dopo la cancellazione di quest'anno, il pensiero principale va al pubblico. Nell'ultimo weekend MotoGP a Phillip Island ai tifosi è rimasto soltanto un giro di saluto dei piloti dietro la safety car. "È semplicemente un peccato non correre per tutte queste persone", ha detto. Un epilogo amaro che lascia aperta una domanda per il futuro: quanto margine debba esistere per riscrivere il programma quando le previsioni minacciano un intero weekend.
MotoGP Australia: invece del GP, due giri dietro la safety car
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