Un fine settimana davvero intenso al Circuit of the Americas.
Suzuki ha concluso il breve periodo extraeuropeo con il secondo podio consecutivo firmato da un solidissimo
Alex Rins alla fine di una gara da protagonista. Ma è un secondo posto che vale una cifra tonda per la casa di Hamamatsu, un traguardo niente male: il #42 ha portato il
podio numero 500, considerando tutte le classi mondiali. Nello specifico 84 in 50cc, 93 in 125cc, 7 in 250cc e ben 316 nella classe regina, tra 500cc e MotoGP. Una storia iniziata con
Ernst Degner tra le zanzare nel TT 1962, con alcuni dei suoi protagonisti presenti ad Austin. Rivediamo i loro risultati, alcuni passi verso questa importante tappa.
Il passato di Suzuki
La tappa statunitense è stata l'occasione per rivedere alcuni volti di un tempo per
Suzuki. Ovvero
Randy Mamola,
Franco Uncini,
Kevin Schwantz,
John Hopkins e
Loris Capirossi, tutti con un bel capitolo che li ha legati a questi colori. Partendo dal primo, che con Suzuki ha vissuto il periodo 500cc dal 1979 al 1983, prima di passare ad altre case. Con lui sono arrivate
5 vittorie, altri
16 podi e
due vice-campionati nel biennio 1980-1981. Segue il campione italiano, legato per tutta la sua carriera in top class a questo marchio. Spicca l'
iride nel 1982, l'anno d'oro, in cui sono arrivate tutt'e
cinque le sue
vittorie in 500cc, a cui aggiungere altri
sei podi. Andiamo avanti con Schwantz, dal percorso uguale a quello di Uncini, ma più prolifico. Dal trionfo di Suzuka 1988 al successo a Donington Park 1994 ha accumulato
25 vittorie,
51 podi in totale ed il
titolo nel 1993, anno del podio numero 400. C'è poi "Hopper", che ha vissuto sei anni con Suzuki in MotoGP, conquistando
quattro podi tutti nel 2007, l'ultima annata insieme. Per finire con 'Capirex', legato al marchio per tre anni con
un podio a referto, un 3° posto a Brno 2008.
Gli anni del ritorno
Tra i presenti al box
Suzuki non poteva certo mancare anche
Maverick Viñales. Attualmente in Aprilia, ma che ha vissuto il primo biennio di ritorno della casa giapponese in MotoGP. Un periodo non semplice, ma è stato proprio lui a portare i primi risultati di peso, tutti nel 2016: il
primo podio arriva a Le Mans, segue poi il
primo trionfo a Silverstone, ottenendo poi
altri due podi. Ovviamente non era presente, ma vale anche la pena ricordare i quattro podi conquistati da Andrea Iannone nel 2018, stesso anno in cui comincia anche la storia di
Alex Rins con
cinque podi a referto. Dal 2019 inizia il percorso del binomio attuale, con tante soddisfazioni a referto:
Joan Mir infatti ha anche riportato il
titolo a Suzuki nel
2020, ottenendo finora
una vittoria ed altri
12 podi. Per quanto riguarda il #42, oltre a quei primi risultati sono arrivati anche
tre successi ed altri
12 podi, l'ultimo appunto proprio ieri per segnare un altro bel traguardo.