La porta della Ducati per Maverick Viñales si è aperta davvero. A Phillip Island il direttore sportivo Mauro Grassilli ha confermato ai microfoni di Sky che a Borgo Panigale si discute dell'ingaggio dello spagnolo come collaudatore MotoGP per il 2027. Nessuna firma, nessun accordo: ma dopo le smentite delle settimane scorse è il segnale più concreto finora.
Viñales, dieci volte vincitore di una gara in MotoGP il prossimo anno non sarà sulla griglia da pilota titolare. Le speranze di restare nell'orbita KTM sono sfumate dopo che il rapporto con la casa austriaca si è deteriorato. Come avevamo raccontato in
Viñales senza sella MotoGP 2027: "Mi serve un miracolo. Tester? Non so se sono pronto", con i 22 posti ormai tutti occupati il catalano resta senza moto, ma non vuole lasciare il Motomondiale.
Grassilli: un test rider da affiancare a Pirro
Nelle ultime settimane il nome di Viñales era stato accostato alla Ducati dopo un incontro nel paddock con Davide Tardozzi. In Indonesia il team manager aveva ridimensionato la cosa, spiegando di aver sempre avuto un buon rapporto con lo spagnolo. Venerdì in Australia è arrivata invece l'apertura di Grassilli: "Apprezziamo molto Maverick", ha dichiarato "e non è un mistero che siamo alla ricerca di un test rider da affiancare a Pirro. Ne stiamo parlando, ma non c'è niente al momento".
Il posto libero c'è. Quest'anno Michele Pirro ha diviso il lavoro di sviluppo con Nicolò Bulega, che però nel 2027 salirà su una moto da gara del team VR46. Ducati deve quindi trovare un nuovo collaudatore, e Viñales è un profilo di peso.
Viñales cambia tono, ma la priorità sono le spalle
In Indonesia Viñales si era detto poco convinto che il ruolo di tester potesse dargli le soddisfazioni che cerca aveva ipotizzato anche un'altra strada: "Magari farò il pilota di riserva…". Interpellato sulle parole di Grassilli, è apparso più disponibile: "In qualche modo non voglio sparire dalla MotoGP il prossimo anno. Devo trovare un modo per restare legato a questo mondo, ma in questo momento la mia priorità è recuperare le spalle".
Il problema fisico si fa sentire proprio su una pista che ama. "Se sono lento su un circuito come Phillip Island, dove normalmente posso guidare a occhi chiusi ed essere veloce, significa che qualcosa non va", ha spiegato. "La moto funziona molto bene. Qui dovrei essere veloce: se non lo sono, vuol dire che non sono nella mia condizione migliore".
Lo spagnolo non rinuncia all'idea di tornare a correre: "Devo valutare le opportunità per restare legato a questo ambiente e vedere se potrò tornare a gareggiare negli anni successivi". Un ruolo da collaudatore Ducati potrebbe essere proprio quel ponte. Ora la palla passa alla trattativa, e alla guarigione delle sue spalle.
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