Il GP di Jerez riporta a galla i problemi più profondi della
Yamaha, l’impotenza del lavoro svolto quest’inverno dai tecnici di Iwata, l’incapacità a saltare gli ostacoli. Con una
MotoGP sempre più incentrata sull’elettronica la centralina unica Magneti Marelli diventa una palla di ferro al piede, un handicap che resterà tale fino a quando gli ingegneri non troveranno una soluzione.
Il quinto posto di
Valentino Rossi a Jerez è un po’ fortuito, frutto della tripla caduta di Lorenzo, Pedrosa e Dovizioso, altrimenti sarebbe andata peggio. “
Il problema è che siamo contenti per questo 5° posto… La nostra situazione è abbastanza critica. Da tanto lo dico. I problemi sono chiari, ma sembriamo lenti a reagire e questo mi rende triste”. Da mesi il Dottore ha messo in allerta
Yamaha sull’elettronica, ma in fabbrica non hanno saputo trovare una soluzione. "
Se la Yamaha non affronterà il problema dell'elettronica abbastanza presto, passeranno i mesi e ci troveremo di fronte allo stesso problema".
Un podio in quattro gare, soltanto sesto nel mondiale con 30 punti di distacco su Marc Márquez e un titolo iridato che sembra già lontano. E ancora una volta la M1 satellite di Zarco che si prende gioco delle moto ufficiali. Il problema è a monte e non solo a livello ingegneristico. Manca un collaudatore all’altezza della situazione, un altro nodo che il campione di Tavullia ha evidenziato da tanti, troppi mesi. “
Non possiamo aspettarci nient'altro con la nostra situazione tecnica. Le nostre prestazioni dipendono anche dalla pista. Su alcuni tracciati soffriamo più degli altri. Per me è molto chiaro cosa deve succedere con la moto", ha aggiunto
Valentino Rossi. "
Certo, ci vorrà del tempo. Ma la Yamaha deve fare uno sforzo e dare uno strattone. Perché dobbiamo accelerare lo sviluppo e abbreviare il periodo per diventare competitivi. Altrimenti un'altra stagione andrà persa. Spero che Yamaha ci dia il massimo supporto per poter tornare presto in vantaggio”.
Luigi Ciamburro