Bentornato
Nicky Hayden! L'asso americano che nel 2006 strappò la corona della MotoGP a Valentino Rossi ha impiegato appena sei gare a battezzare il primo successo in
Superbike. Lo ha conquistato volando sul bagnato di
Sepang, prendendo tutti in contropiede nei primi giri, con il gruppo avvolto in una nube d'acqua e poi resistendo alla rimonta di uno scatenato Davide Giugliano, risorto nel suo elemento naturale.
RITORNO -
Nicky Hayden non vinceva dal GP Usa a Laguna Seca 2006, quasi dieci anni fa. E l'ultimo dei suoi 28 podi in top class risaliva al GP Spagna a Jerez nel 2011. Un'attesa infinita, cancellata con un magico colpo di spugna sul bagnato malese. Il temporale scatenatosi su
Sepang aveva fatto temere il ritardo della partenza, ma le condizioni anomale ci hanno regalato la corsa più palpitante dell'anno. Hayden è stato perfetto, ha guidato senza una sbavatura prendendo il comando nella concitazione del primo giro senza mollarlo più. Dicevano che Nicky fosse pazzo ad aver accetttato di guidare la moto più vecchia del lotto, invece ha vinto (quasi) subito. E nel 2017, con la CBR, potrà giocarsi di nuovo un Mondiale.
DAVIES RALLENTA - La soddisfazione per la gran gara di Giugliano, che torna sul podio dopo cinque round, in casa Ducati è bilanciata dalla corsa del gambero di
Chaz Davies, che nel finale - con la pista che si andava asciugando - si è fatto infilare da
Jonathan Rea perdendo altri tre punti, dopo i quattro lasciati sabato. Adesso il gallese è di nuovo a -42 punti, più o meno lo stesso divario che aveva prima del trionfo imolese. Tutto da rifare: contro il campione del Mondo e la
Kawasaki che non perde un colpo sarà durissima.
SYKES AFFONDA - La pioggia ha tradito
Tom Sykes che con la seconda
Kawasaki aveva fatto il vuoto sull'asciutto. Appena un ottavo posto per il britannico, dietro il generoso Alex De Angelis portacolori Aprilia. Ha finito al nono posto la MV Agusta del britannico Leon Camier.