Il pilota più titolato di sempre dell'
Australian Superbike lascia il motociclismo.
Shawn Giles, 40 anni, ha deciso di appendere il casco al chiodo a seguito del brutto doppio infortunio rimediato nell'ultimo biennio: nel 2008 al Queensland Raceway aveva rimediato una frattura alla gamba sinistra ed una commozione celebrale, mentre di recente a Phillip Island si era fratturato la clavicola destra. Due disavventure che hanno convinto "Gilesy" a lasciare l'attività da pilota, pur restando in Suzuki Australia come uomo immagine.
Giles nella sua carriera vanta
3 titoli australiani Superbike conquistati consecutivamente dal 2000 al 2002, più la vittoria nell'Australian Supersport 1997, nel "2+4
Australian Superbike Series" 1995 (si correva insieme al V8 Supercars), varie apparizioni alla 8 ore di Suzuka (1° nella classe Xtreme nel 2000) e nell'Australian TT vinto in tre differenti occasioni.
Shawn Giles è stato pilota ufficiale di Ducati, Honda, Yamaha, Moriwaki e
Suzuki, casa alla quale si è legato dal 1999 conquistando le maggiori soddisfazioni nell'
Australian Superbike (tre titoli dal 2000 al 2002, 2° nel 2003, 2005 e 2006) e anche alla 8 ore di Suzuka, con il 6° posto assoluto e vittoria della Formula Xtreme nell'edizione 2000 con una speciale Suzuki Hayabusa insieme a Osamu Deguchi.
Il 40enne ormai ex-pilota è stato anche un punto di riferimento per Craig Coxhell e Josh Waters, compagni di squadra in
Suzuki Australia, campioni rispettivamente nel 2003 e 2009: proprio per questo Phil Tainton, team manager, ha voluto fortemente Giles in questi anni, per aiutare i giovani piloti a crescere confrontandosi con il pilota che resta il più vittorioso di sempre dell'ASBK.
"
E' arrivato il momento giusto per dire basta", spiega
Shawn Giles.
"Ho iniziato la mia carriera con la 6 ore di Oran Park salendo sul podio, la concludo sempre con una gara endurance (la 6 ore di Phillip Island dello scorso mese di dicembre, ndr) e con un podio. Ci ho pensato molto e non è stato facile, perchè correre fa ancora parte della mia vita ed è qualcosa che mi mancherà, ma dopo l'infortunio del 2008 a Queensland il mio fisico non rispondeva più come un tempo, faticavo a guidare alla stessa maniera e così ho deciso di smettere.Sono felice di chiudere da pilota Suzuki, mi sento parte di questa famiglia anche perchè sono con loro dal 1999. I primi due titoli Superbike sono stati speciali, nel 2000 con una GSX-R 750 con le stesse specifiche FIM del mondiale, nel 2011 con una GSX-R 1000 con il nuovo regolamento.
Ho ottenuto dalla mia carriera il massimo, in Australia, anche in Giappone, ho dei bellissimi ricordi: ho corso contro Mat Mladin e contro giovani piloti come Josh (Waters), alla 8 ore di Suzuka sono riuscito a vincere. Non rimpiango nulla, continuerò a far parte di questo mondo, ma adesso è giusto appendere il casco al chiodo".