Un nome storico del motociclismo giapponese come rischia di non prender parte quest'anno all'
All Japan Superbike. Nonostante diversi tentativi e l'apporto finanziario della Honda (che, in gran parte, ha coperto il budget negli ultimi anni), Sakurai ed il proprio team non dovrebbero presentarsi al via della classe
JSB1000 e, di conseguenza, alla 8 ore di Suzuka. Il "taglio" dei finanziamenti HRC e la problematica situazione economica del Sol Levante (Sakurai è uno dei più importanti concessionari Honda del Giappone) non hanno lasciato altra scelta, anche se fino all'ultimo termine utile si cercherà di salvare il salvabile. , che corre con Sakurai dal 2005 sfiorando nel 2009 la conquista del titolo nazionale Superbike, ha aspettato fino a questi giorni una risposta dalla squadra. La mancanza di certezze potrebbe portarlo a lasciare dopo sei anni Sakurai, affrontando la JSB1000 con un'altra scuderia. Per tutto il movimento del motociclismo giapponese questa è una brutta notizia. Sakurai è stato, nel 2003, il primo team "privato" a vincere la 8 ore di Suzuka (con il compianto Manabu Kamada, ex-tester HRC, e Yukio Nukumi) dopo anni di dominio delle case ufficiali, lanciando nella gara che vale una stagione piloti come
Chojun Kameya, Takumi Takahashi, Leon Haslam, Joshua Brookes, Russell Holland e Wayne Maxwell, potendo inoltre contare sull'esperienza di Tadayuki Okada che è stato prima pilota e, successivamente, consulente al seguito di squadra e di Kameya.