
Archiviato il primo giro, all'inizio del secondo passaggio Broc Parkes alla staccata della curva 1 si trova nelle condizioni di sferrare l'attacco per la leadership su Takuya Tsuda, con la prevedibile risposta del portacolori Yoshimura due tornate più tardi. Si accende il confronto per il primato, si assiste alle loro spalle ad un passaggio di testimone (a più riprese) per la terza posizione tra Takumi Takahashi ed Erwan Nigon, così come ad un'esaltante rimonta di Ryuichi Kiyonari: caduto nel Warm Up, soltanto 10° allo start, il quattro volte vincitore della 8 ore ha prontamente ritrovato il feeling con la Fireblade #11 di F.C.C. TSR Honda ricucendo il gap dai piloti di testa. Mentre "King Kiyo" risulta a tratti il più veloce in pista, al 21esimo minuto di gara Takumi Takahashi cambia passo: si libera definitivamente di Nigon, sferra l'attacco per la seconda piazza in piena curva 1 su Broc Parkes ed, il tempo di presentarsi al celebre "Hairpin", ecco concretizzarsi il sorpasso su Tsuda che vale la leadership della contesa. Doppia-manovra vincente dell'attuale capoclassifica dell'All Japan Superbike, da quel momento in avanti bravo a costruire un vantaggio di 9" su Kiyonari nel frattempo sbarazzatosi dei piloti davanti a sé compresi Tsuda e Parkes, in apparente difficoltà sul piano velocistico alla conclusione del primo "stint".
Con Takahashi in fuga inizia il primo preventivato pit-stop in programma che non ha comportato significativi stravolgimenti in classifica: Takumi cede la Honda #634 a Leon Haslam, ma nel cambio-gomme e rifornimento recuperano in un sol colpo 4" in casa F.C.C. TSR Honda, ora con Jonathan Rea in sella alla Fireblade #11 a soli 5" dalla vetta con più staccato Joshua Brookes (salito sulla Yoshimura Suzuki #12), mentre scala in quarta posizione Yukio Kagayama (in sella al posto di Noriyuki Haga) a scapito di Katsuyuki Nakasuga il quale ha rilevato Parkes sulla R1 #7. Da segnalare infine le numerose cadute ed imprevisti che hanno caratterizzato questa prima ora di gara: subito ai box la Kawasaki #84 del Team Karbar Cafo with Club Bali Racing, a terra all'Hairpin la Ninja ZX-10R #770 di Yamashina Kawasaki condotta in quel momento da Shigeru Yamasaki, fuori gioco anche la Honda #75 del Team Ebata e, ahinoi, la Aprilia RSV4 #30 del Team Over & Moto Italiana Suzuka condotta in quel momento dall'australiano Levy Day, in equipaggio con Daniele Veghini, l'unico pilota italiano al via dell'evento. Alessio Piana (Twitter: @AlessioPiana130)Loading