Ottavo ieri, al comando oggi. Che balzo in avanti per
Hiroshi Aoyama ad
Assen, tracciato che dovrebbe ben adattarsi alle caratteristiche della sua Honda e dove negli scorsi anni ha sempre ben figurato. Il pilota giapponese del team Scot si è tolto questa soddisfazione grazie al crono di 1'40"642, ottenuto proprio all'ultimo giro e beffando di due decimi
Alvaro Bautista, dominatore dell'ora di prove a disposizione, scivolato nel finale senza conseguenze sul piano fisico, ma impossibilitato al rispondere all'attacco del rivale per la gara di Assen e di campionato.
"Batigas" resta comunque il più costante e favorito per la pole position di questo pomeriggio, con gli italiani costretti ad inseguire seppur a breve margine dalla vetta. Terzo c'è
Mattia Pasini, che con rabbia e grinta per la situazione del Team Toth riesce a portare la RSA numero 75 in terza posizione, giusto davanti a Marco Simoncelli che ha parzialmente risolto i problemi alla propria Gilera riducendo il divario dai primi. Si segnalano soprattutto nella top ten diverse "sorprese":
Aleix Espargaro al ritorno è quinto, con una "LE" lasciata libera dall'infortunato Balazs Nemeth sotto le insegne del Balatonring Team. Il pilota spagnolo si meriterebbe una moto (che già ce l'ha per il 2010 nella Moto2), così come
Karel Abraham si dimostra di non esser solo un "figlio di papà" prendendosi il sesto tempo davanti a gente come
Jules Cluzel, Alex Debon o
Hector Barbera.
Fuori dai primi 10 Locatelli, De Rosa e Baldolini, si segnalano le cadute di Axel Pons e le difficoltà di
Thomas Luthi, irriconoscibile in quindicesima posizione nonostante una Aprilia ufficiale.
Alessio Piana