Marc Marquez lo stratega "Se non fosse stato Jorge non sarei stato così aggressivo"

MotoGP
MotoGP Australia: il duello Marquez vs Martin
Marc Marquez non nasconde nulla: a Phillip Island ha corso la Sprint con un approccio diverso dal solito, e il motivo ha un nome e un cognome.
Il pilota Ducati, tornato in testa al Mondiale MotoGP con 10 punti di vantaggio dopo la vittoria e la caduta di Jorge Martin, ha ammesso che contro un altro avversario non avrebbe lottato con la stessa aggressività.
Alla vigilia del weekend australiano la classifica era appesa a due punti, con Martin a quota 355 e Marquez a 353 a cinque gare dalla fine. Il sabato ha ribaltato la situazione: pole, successo nella Sprint e zero punti per il rivale Aprilia, scivolato durante l'ennesimo scambio di posizioni. Lo spagnolo è stato portato via in barella e, come abbiamo raccontato in Jorge Martin infortunato seriamente, GP d'Australia finito: le condizioni del pilota Aprilia, il suo weekend si è chiuso lì. A forte rischio anche la presenza in Malesia il prossimo week end.

Marquez: "Una lotta per il campionato"

Marquez, come tutti i campionissimi, ha capito che il momento era speciale. Cioè che non erano in gioco i dodici punti della vittoria nella Sprint, ma l'inerzia del campionato. Ecco perchè entrambi hanno alzato l'asticella e anche il coefficiente di rischio. "Se non fosse stato Jorge non sarei stato così aggressivo, così come lui non lo sarebbe stato con un altro" ha ammesso il nove volte iridato. "L'ho capito subito, mi aspettavo sarebbe arrivato perché già nelle prove andava molto forte e quando mi ha passato ho provato a riattaccarlo molto presto"
Una risposta immediata, quindi, senza lasciare a Martin il tempo di allungare. È lì che la Sprint è diventata una battaglia corpo a corpo, chiusa poi dall'errore del pilota Aprilia. Sulla scelta di Martin di accettare un duello così serrato per i pochi punti in palio si potrebbe discutere a lungo. Il dato di fatto è che il risultato finale ha pesato su entrambi i fronti della classifica.
Marc Marquez, 32 anni, festeggia la vittoria Sprint a Phillip Island

Il Marquez di oggi 

Un tempo non si tirava mai indietro, oggi sceglie di spingersi oltre soltanto nei momenti topici. A Phillip Island, però, il calcolo ha portato a una sola conclusione. "Dieci anni fa mi buttavo in qualunque battaglia. Ora cerco di gestire meglio queste situazioni, ma oggi era il momento di rischiare. Martin era più veloce, non avrai mai potuto batterlo senza rischiare. Anche Alex (suo fratello, ndr) era più veloce di me, forse non mi ha attaccato perché ero io".
Dopo la corsa Marc non è stato particolarmente euforico, e dopo essersi sincerato delle condizioni del rivale, ha spiegato perchè. "Sto risparmiando le forze. I cambiamenti emotivi sono molto dispendiosi. Dal punto di vista fisico reggiamo perché siamo ben allenati. Ma, durante i Gran Premi, l'adrenalina sale molto e poi cala di colpo. È estenuante."
Oggi è Marquez finissimo stratega non solo in pista ma anche nella gestione dell'energia, che in una stagione di 22 GP e 44 gare in lungo e in largo per il mondo, può diventare un altro fattore deciso. Come fai a battere un mostro così?
Con la classifica aggiornata, che abbiamo riportato in Sprint MotoGP Australia, Martin si autoelimina e Marquez ringrazia: la classifica piloti aggiornata, il pilota Ducati arriva alla gara lunga dell'ultimo GP a Phillip Island da leader, mentre Martin dovrà fare i conti con l'infortunio. La corsa al titolo resta aperta, ma l'inerzia ora è dalla parte di Marquez.
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