Correre con due dita fratturate: Raul Fernandez e l'arte dell'adattamento alla guida MotoGP

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MotoGP: Raul Fernandez secondo in Indonesia con due dita rotte
Il secondo posto di Raul Fernandez nel Gran Premio d'Indonesia vale molto più di quanto dica l'ordine d'arrivo. Il pilota TrackHouse ha corso a Mandalika con due dita fratturate, rimediate nella caduta della Sprint, ed è stato costretto a modificare il proprio modo di frenare per restare competitivo. Una prova di adattamento che ha impressionato tutti.
Sulla carta, lo spagnolo ha chiuso alle spalle di Marco Bezzecchi, dentro uno storico poker Aprilia. Un risultato già notevole per la squadra satellite di Noale. Ma per ottenerlo Fernandez ha dovuto intervenire su uno dei gesti fondamentali della MotoGP.

La mano destra, il punto debole

Su una MotoGP la mano destra svolge più compiti nello stesso momento: comanda l'acceleratore, aziona il freno anteriore e trasmette al pilota una parte delle informazioni che arrivano dalla moto. A oltre 300 km/h ogni movimento deve essere preciso, rapido e perfettamente coordinato.
Un infortunio alle dita , non incide soltanto sulla capacità di stringere una leva. Può cambiare la forza disponibile, la sensibilità nel dosaggio e il modo in cui il pilota stabilizza la mano durante le decelerazioni. Non si trattava quindi solo di sopportare il dolore, ma di trovare un modo diverso di ripetere decine di volte a giro gli stessi gesti senza perdere il controllo della moto.
Raul Fernandez ha fatto secondo a Mandalika con due dita fratturate

Reimparare a frenare in gara

La frenata moderna non serve solo a rallentare: condiziona la stabilità della moto, l'inserimento in curva e la possibilità di portare velocità fino al punto di corda. Con la mano menomata, Fernandez ha dovuto cambiare il modo di sollecitare il freno anteriore, sostituendo automatismi costruiti in anni di carriera con una soluzione da sfruttare subito in corsa.
Il cervello di un pilota lavora in larga parte per anticipazione, preparando i gesti prima ancora di arrivare al punto di staccata. Cambiarne l'esecuzione senza perdere i riferimenti di velocità e traiettoria è una sfida enorme. È questa intelligenza di adattamento, tanto quanto il coraggio fisico, a dare un altro valore al suo risultato

L'occhio esperto di Dovizioso

A cogliere la portata della prestazione è stato Andrea Dovizioso, che le esigenze della frenata in MotoGP le conosce benissimo. Ex rivale di Marc Marquez e riferimento nell'arte di controllare la Ducati in ingresso curva, il forlivese sa quanto conti la precisione della mano destra. Per lui, riporta Paddock-GP, Fernandez è un "fenomeno".
Dietro il podio di Mandalika emerge così un'altra dimensione della MotoGP: quella di un pilota obbligato a ricostruire i propri automatismi in piena competizione. Ora resta da capire quanto in fretta Fernandez potrà tornare a guidare senza compromessi.
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