Superbike: Marco Melandri senza moto 2019 è una follia

Nella prima sfida argentina il ravennate è l’unico che prova a resistere al ciclone Jonathan Rea. Perderlo sarà un danno consistente per il Mondiale

Marco Melandri senza moto per il 2019, ma siamo pazzi? Se non fosse che  quando si parla di Mondiale Superbike ormai non c’è più da stupirsi di niente, sembrerebbe un fake news. Invece, ad oggi, è la cruda realtà. In Argentina il 36enne ravennate è scattato in pole e in gara 1 è stato l’unico a creare qualche (piccolo) pensiero al ciclone Jonathan Rea. In Superbike Melandri ha conquistato 22 vittorie e 80 podi in 149 gare disputate. Eppure la Ducati lo ha scaricato e, cosa ancora più incomprensibile, nessuno dei team e Costruttori rivali ha pensato di puntare su di lui. I tre piloti ufficiali già confermati da Honda e Yamaha hanno vinto, tutti insieme, tre gare: Michael van der Mark 2, Alex Lowes 1 e Leon Camer mai. Che Melandri sia di un altro livello non è un’ipotesi, è una banale certezza che chiunque nel paddock vi confermerebbe. E allora perchè Marco non ha futuro? Sito di giochi e scommesse on line

SENZA LOGICA – Nel Mondiale delle derivate dalla serie la lista di cose incomprensibili è ormai lunghissima. La Superbike è diventata un fenomeno, anni fa, perchè tutti remavano nella stessa direzione: promoter, squadre, Costruttori. Adesso invece ciascuno va per la sua strada, difendendo con le unghie i propri interessi di bottega. Dorna fa quello che fa nella MotoGP, cioè …le fatture agli sponsor, alle TV e ai gestori dei circuiti. Tutto qui, sperando che duri. Di marche veramente impegnate ne sono rimaste due, cioè Kawasaki e Ducati, quest’ultima è da capire quanto: che la presentazione della Panigale V4R sia stata organizzata a Brands Hatch nel contesto del British Superbike e non nel Mondiale è un campanello d’allarme che nei panni del gestore spagnolo non sottovaluteremmo. Gli altri team non sono ufficiali, e hanno logiche interne tutte loro. Yamaha, per esempio, spende molto per correre in Superbike ma il gestore della squadra (Paul Denning) non fa parte dell’azienda, e ha interessi suoi. Alex Lowes, britannico, è il cocco di famiglia, figuratevi se prendono Marco Melandri. Avanti così…

RIVINCITA? – Domenica alle 21 Marco Melandri scatterà dalla terza fila, accanto a Jonathan Rea: sarà difficile districarsi nelle maglie del gruppo e non perdere la ruota del Cannibale che nella mischia è in portento. “Gara 1 non è stata per nulla facile, c’era molto vento e dopo metà gara ha iniziato a piovigginare, quindi abbiamo dovuto prestare molta attenzione” ricorda Marco Melandri.  “Comunque abbiamo dimostrato di avere un bel passo. Abbiamo sofferto un po’ con l’anteriore nei primi giri, poi abbiamo preso un bel ritmo ma Rea era già troppo lontano per tentare una rimonta senza prendere rischi eccessivi. Quando la pista ha iniziato a diventare ancora più scivolosa a causa della pioggia, ho deciso di non forzare, mantenendo la posizione. Il secondo posto era il miglior risultato possibile per noi oggi, ma proveremo a fare di meglio.”

Superbike Argentina: qui cronaca e classifica di gara 1

1 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. marcogurrier_911 - 1 mese fa

    Buongiorno,
    Ha disputato una bellissima gara, e speriamo replichi questa sera; lo dico per il campionato, perché chiudere quinto non sarebbe onorevole.
    Il punto, tra gli altri, è anche questo: prove opache a metà del cammino che lo hanno “declassato” e che hanno contribuito, secondo me, alla sostituzione.
    OT: le RSV4 sverniciano Yamaha e Kawasaki in rettilineo, tutto ciò non ha prezzo (complimenti Dorna, sempre grazie)

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy