Nicolò Bulega sempre più veloce e sempre più in fuga. Con la Ducati ufficiale ha dominato anche la quarta e ultima sessione di test precampionato a Phillip Island, firmando proprio in chiusura un fantasmagorico 1'28"630. Dietro di lui c'è il vuoto.
La prestazione è particolarmente attendibile perchè ricordiamo che per le due giornate finali del precampionato la Pirelli ha messo a disposizione solo soluzioni da gara, molto dure: al posteriore parliamo della SC1 standard e la 922 già ampiamente utilizzata lo scorso anno, sia qui a Phillip Island che in differenti tracciati. Per il week end d'apertura del Mondiale sarà disponibile anche un'ulteriore evoluzione, ma intanto la Ducati arriva all'appuntamento sulle ali dell'entusiasmo: la nuova Panigale V4 R è già ampiamente promossa.
Baldassarri sempre più su
La competitività del nuovo progetto è ribadita dalle prestazioni dei piloti satellite. Sam Lowes ha chiuso con il secondo tempo, dimostrando di poter recitare sempre più il ruolo di mina vagante del Mondiale, in quella che sarà la terza esperienza con Marc VDS. Ma la grande sorpresa di queste due giornate è stato senza dubbio
Lorenzo Baldassarri, autore del terzo tempo assoluto in 1'29"328. Go Elevn Ducati, chiusa la pagina Andrea Iannone, potrebbe aver pescato il jolly. Okay, stiamo parlando semplicemente di test precampionato, le gare saranno un'altra storia. Ma con pochissime esperienze Superbike alle spalle e per la prima volta nella mischia iridata, accarezzare l'1'29" a Phillip Island è una fantastica carta di presentazione.
Axel Bassani e la cura Uri Pallares
In questa seconda e ultima giornata è salito su anche Yari Montella, quarto tempo con la Ducati Barni. Lo scudiero è andato assai meglio di Alvaro Bautista, incappato in una scivolata e relegato all'undicesimo posto di questa sessione finale: i sei chili di zavorra su questo tracciato pieno di curvoni e cambi di direzione in velocità si fa sentire terribilmente. Dietro una Ducati che qui dentro sembra avviata verso un week end di dominio si conferma la Bimota in particolare con un solidissimo Axel Bassani. Il cambio di capo tecnico ha ridato il sorriso al pilota veneto, la cura Uri Pallares (ex riferimento di Jonathan Rea in Yamaha) sta dando frutti. Per completare il quadro servirebbe qualche cavallo in più nel motore Kawasaki....
Per tanti è già allarme rosso
Questi test sono un campanello d'allarme per tutte le altre Marche. La BMW, orfana di Toprak Razgatlioglu, da qui a sabato dovrà recuperare il secondo abbondante che separa Miguel Oliveira dalla vetta. Peggio Danilo Petrucci, finito a 1"5: la strada pare in salita, anche se c'è da dire che Phillip Island non è mai stato terreno di caccia neanche ai tempi del turco. La nuova Kawasaki Ninja è rimasta nel limbo, complice anche una scivolata senza danni di Garrett Gerloff. La velocità c'è: grazie alla nuova aerodinamica il texano sul dritto è stato davanti a tutti, transitando a 328 km/h.
Yamaha, chi l'ha vista?
La Honda ha perso anche Jake Dixon, per cui questa tappa australiana ormai è andata in fumo. Chi è davvero imprevedibilmente indietro è la Yamaha. La novità Xavi Vierge ha spinto forte, ma si è arenato in nona posizione a 1"1 dalla Ducati. Andrea Locatelli invece è imprevediblmente fuori dai radar, affondato nelle retrovie insieme a Remy Gardner e al debuttante Stefano Manzi, che è pure scivolato due volte in due giorni. Come si può recuperare un gap di questo genere da qui a sabato prossimo?
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